
Giuseppe Gaudio è il nuovo Coordinatore provinciale dei Giovani Comunisti/e della Federazione di Cosenza. Lo ha eletto all’unanimità l’VIII Conferenza Federale dell’organizzazione giovanile di Rifondazione Comunista, riunita sabato 27 giugno presso il Circolo “Gullo-Mazzotta” di Cosenza.
La Conferenza ha rappresentato un importante momento di confronto politico e organizzativo, a partire dal documento della VIII Conferenza Nazionale dei Giovani Comunisti/e, definendo le priorità dell’organizzazione per il prossimo triennio. Tra gli obiettivi indicati figurano il rafforzamento della presenza dei Giovani Comunisti/e nella provincia di Cosenza, il consolidamento dell’attività all’Università della Calabria e una maggiore iniziativa nei luoghi di studio e tra le nuove generazioni.
Negli ultimi mesi, l’organizzazione giovanile è stata protagonista di diverse mobilitazioni sul territorio, dalle iniziative in solidarietà al popolo palestinese alle campagne per il NO al referendum sulla giustizia e contro il caro affitti, contribuendo a rafforzare la propria presenza nel dibattito politico e sociale della provincia.
«Ringrazio le compagne e i compagni per la fiducia accordatami. Questa elezione rappresenta un’assunzione di responsabilità collettiva e il punto di partenza per rafforzare un’organizzazione che vuole dare voce a una generazione segnata da precarietà, sfruttamento, emigrazione e disuguaglianze.
Come Giovani Comunisti/e vogliamo organizzare quella parte della nostra generazione che oggi è costretta a lasciare la Calabria per costruirsi un futuro altrove. Ed è proprio su questo terreno che emerge il fallimento delle politiche della Regione guidata da Roberto Occhiuto: mentre migliaia di ragazze e ragazzi continuano ad emigrare perché mancano lavoro stabile, servizi e prospettive, si preferisce inseguire slogan come il cosiddetto “reddito di merito”, una misura che non affronta le vere cause dell’emigrazione giovanile e che rischia di escludere proprio chi incontra le maggiori difficoltà economiche e sociali.
Tra le emergenze che intendiamo affrontare c’è anche quella abitativa. Il caro affitti sta trasformando il diritto allo studio in un privilegio e rende sempre più difficile per migliaia di studenti vivere e studiare nell’area dell’Università della Calabria. Per questo intensificheremo la mobilitazione contro ogni modello che concepisca la casa come una merce e non come un diritto, a partire dalle criticità che abbiamo già evidenziato sul progetto di housing universitario privato “Urban Life” di Rende. Pensare di risolvere il problema dell’abitare affidandolo al mercato significa favorire la speculazione e il rincaro dei canoni, mentre servono investimenti pubblici in residenze universitarie accessibili, servizi e diritto allo studio.
Vogliamo costruire un’organizzazione sempre più radicata nei territori e capace di rappresentare le esigenze delle giovani e dei giovani calabresi, coinvolgendo un numero crescente di ragazze e ragazzi nelle battaglie per il lavoro, il diritto allo studio, la giustizia sociale e la pace.»
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