Gli ospedali Pugliese e Annunziata uniscono le forze: siglato il protocollo per la Stroke Unit

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Con il protocollo si prevede l’attivazione di una Stroke unit di II livello nell’ospedale di Catanzaro, tramite una convenzione tra la Neuroradiologia interventistica dell’“Annunziata” e la Neurologia/stroke Unit e Uoc di Radiologia del “Pugliese Ciaccio”

  04 febbraio 2021 13:57

Sottoscritto il protocollo d’intesa per la realizzazione di una Stroke unit, dedicata alle malattie cerebrovascolari, nell’ospedale “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro. L’accordo è stato firmato questa mattina, nella Cittadella regionale “Jole Santelli” di Catanzaro, dai commissari delle Aziende ospedaliere di Catanzaro e Cosenza, Francesco Procopio e Isabella Mastrobuono, alla presenza del presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì, del commissario ad acta della Sanità, Guido Longo, e dei direttori delle strutture Radiologia diagnostica del "Pugliese Ciaccio" e di Neuroradiologia dell’“Annunziata”, Bernardo Bertucci e William Auteri.

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Con il protocollo, si prevede l’attivazione di una Stroke unit di II livello nell’ospedale di Catanzaro, tramite una convenzione specialistica tra l’Unità operativa complessa (Uoc) di Neuroradiologia interventistica dell’“Annunziata” e l’Uoc di Neurologia/stroke Unit e Uoc di Radiologia del “Pugliese Ciaccio”. L’Unità di Cosenza si impegna a collaborare con quella di Catanzaro per la formazione dei radiologi. La partnership, dunque, consentirà al “Pugliese Ciaccio” il trattamento invasivo di pazienti colpiti da ictus cerebrale, i quali, attualmente, vengono sistematicamente trasferiti nell’“Annunziata”.

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«È stato un grande piacere essere testimone, su invito del commissario Longo, della firma di questo importante protocollo. Si tratta – afferma il presidente Spirlì – di una unità medica di contrasto per i pazienti colpiti da ictus, una delle tre cause principali di mortalità in Italia e nel mondo. Con l’intesa, si permette la formazione di nuovi operatori e si mette in atto una sorta di rete salvavita che unisce le professionalità cosentine a quelle catanzaresi».

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