
di CARLO MIGNOLLI
"Non vorrei che questa squadra domani avesse paura, è la cosa che mi preoccupa di più in assoluto". Giorgio Gorgone individua nella serenità e nel coraggio gli aspetti da ritrovare per provare a invertire la rotta. Alla vigilia di Catanzaro-Ascoli, sfida dell’ottava giornata di Serie B in programma domani alle 17:15 allo stadio "Ceravolo", il tecnico giallorosso fa i conti con un momento complicato, con la squadra ultima in classifica insieme alla Sampdoria a quota 4 punti. Di fronte ci sarà un Ascoli neopromosso che ha iniziato il campionato nel migliore dei modi, conquistando 12 punti e il quinto posto, forte di un’identità precisa e di una difesa che finora si è dimostrata la migliore del torneo.
Le assenze di Pecorino e Giovane, entrambi indisponibili dopo aver fornito una buona prestazione a Veron, complicano ulteriormente i piani dell’allenatore. Gorgone, però, non vuole soffermarsi sulle difficoltà, ma guarda alla possibilità di risalire la classifica: "La squadra percepisce il momento, proprio come lo percepisco io. Analizziamo quello che poteva essere e non è stato, ma oggi dobbiamo fare i conti con la situazione attuale. È complicata, ma chiara. Mi piace vedere una squadra consapevole di poter risalire la china".
Il tecnico ammette di non aver ricevuto tutte le risposte attese in queste prime giornate: "Dal punto di vista della grinta e della voglia di non perdere qualcosa ho visto, ma sotto il profilo tecnico e tattico mi aspettavo di più. Nelle prime cinque partite quello che avevamo proposto non era frutto del caso, mentre nelle ultime due abbiamo prodotto poco. Abbiamo guadagnato qualcosa da una parte e lasciato altro dall’altra". A incidere, secondo Gorgone, è anche la condizione mentale, che finisce per condizionare la serenità della squadra.
Il riferimento è ai punti lasciati per strada negli ultimi minuti, quando la paura di subire un’altra beffa ha preso il sopravvento: "Quando una squadra non è tranquilla può succedere che abbia paura di incassare l’ennesima delusione. Spesso, negli ultimi cinque, sei o sette minuti, abbiamo buttato via dei punti. Mi aspetto una prestazione migliore rispetto alle ultime, soprattutto per quanto riguarda il possesso palla e la capacità di essere propositivi".
La reazione dovrà partire dalla personalità, senza rinunciare all’equilibrio, perché contro l’Ascoli servirà anche la capacità di reggere le fasi in cui saranno gli avversari a prendere l’iniziativa. Gorgone riconosce infatti i meriti della formazione bianconera, che considera una squadra con caratteristiche ben definite: "Ha un’identità molto chiara, è un gruppo storico e ha giocatori di qualità. Nell’ultimo anno e mezzo ci sono stati elementi che hanno vinto il campionato meritandolo, e oggi questa squadra continua su quella strada. È la miglior difesa del torneo e concede molto poco. Quando provi a giocare, però, può capitare di lasciare spazio alle transizioni: come tutte le squadre, anche l’Ascoli ha dei punti sui quali si può lavorare".
Il Catanzaro non dovrà quindi interpretare la partita come una sfida in cui sarà possibile imporre il proprio gioco per tutti i novanta minuti: "Non troveremo una squadra che ci lascerà fare quello che vogliamo. In alcuni momenti dovremo saper subire, avere la tranquillità di accettarlo e restare dentro la partita. Anche contro il Verona era prevedibile che potessimo soffrire la qualità degli avversari sugli esterni. Con l’Ascoli potrà succedere lo stesso, perché finora ha dimostrato di meritare i punti conquistati".
Sul momento delicato l’allenatore si assume le proprie responsabilità, distinguendo le critiche legittime dai sospetti sull’atteggiamento dei calciatori: "I risultati portano con sé giudizi e contestazioni, ed è giusto che sia così. Nei momenti positivi i protagonisti sono soprattutto i giocatori, mentre in quelli negativi è giusto che noi allenatori ci mettiamo la faccia. Sopporto questo momento con grande dispiacere, ma non dirò mai che questa squadra rema contro: non lo penso".
Anche sul tema del centrocampo e della mancanza di un interditore di ruolo, il tecnico invita a non ridurre i problemi a una sola questione tattica: "Questa partita va interpretata in maniera diversa, al di là del modulo e della presenza di un interditore. Dobbiamo costruire qualcosa già da domani. È vero che le partite si decidono anche con gli episodi e con le palle inattive, ma davanti al nostro pubblico dobbiamo avere la forza e l’energia per provare a vincere. Essere remissivi, secondo me, non trascina nessuno". Le scelte potranno essere valutate anche alla luce del calendario, che prevede tre partite in una settimana, ma per il momento l’attenzione è rivolta esclusivamente alla sfida con i marchigiani.
Un altro aspetto sul quale il Catanzaro è chiamato a migliorare riguarda la fase difensiva sui calci piazzati. Anche contro il Verona è arrivato un gol su corner e il dato delle reti subite da palla inattiva continua a pesare sul bilancio della squadra. La difficoltà è resa ancora più preoccupante dal fatto che l’Ascoli è la squadra che ha sfruttato maggiormente queste situazioni: "I numeri lasciano poco spazio alle interpretazioni. L’attenzione deve esserci sempre, a prescindere dal modo in cui ci si difende. Sulle palle ferme i valori si azzerano in parte, anche se contro squadre molto strutturate fisicamente diventa complicato".
Il tecnico torna poi sul rapporto con il pubblico, dopo i fischi arrivati al Ceravolo nell’ultima partita casalinga, segnata dalla pesante sconfitta contro il Mantova. Gorgone comprende la delusione dei tifosi e non considera le contestazioni un problema in sé: "Quando la gente viene allo stadio, è normale che possa contestare. Non porto rancore, perché il dissenso è legittimo. Se domani dovessimo vincere, probabilmente gli stessi tifosi applaudirebbero. Chi ha visto una partita come quella contro il Mantova, quando al 55’ eravamo sotto di tre gol, aveva pochi motivi per applaudire".
E aggiunge: "Se un giocatore si blocca o si sente inibito per una contestazione, allora diventa un problema. Io posso soltanto chiedere di continuare a giocare fino al novantesimo, anche quando le cose non vanno come vorremmo. Una stagione può cambiare in un attimo e io ci credo fortemente. Ho visto cose buone, ma anche cose molto brutte, come avete visto voi. Questa squadra, secondo me, avrebbe potuto trovarsi in una situazione diversa. Dobbiamo andare a cercare quel momento e sopportare quello che sta accadendo senza farci bloccare".
Tra le possibili novità in vista della gara ci sono anche i giocatori che finora hanno trovato meno spazio. Gorgone ha apprezzato l’atteggiamento di alcuni elementi entrati a partita in corso, ma non anticipa le scelte di formazione: "Mi sono piaciuti molto per l’attitudine e per il modo in cui sono entrati. Ci sono tre partite in una settimana, ma oggi penso soltanto all’Ascoli. Ci sono ragazzi che non hanno ancora avuto spazio e che lo meriterebbero, però devo fare delle scelte. A volte metto sulla bilancia tanti fattori, compresa la pressione della partita, e finisco per affidarmi a soluzioni che mi sembrano più sicure".
La preoccupazione principale, tuttavia, resta quella legata alla personalità e alla paura di sbagliare. Gorgone chiarisce che il suo riferimento alla necessità di volere davvero il pallone non voleva essere un attacco ai giocatori, ma una riflessione su un atteggiamento che può emergere quando i risultati non arrivano: "Non vorrei che domani la squadra avesse paura. È quello che mi preoccupa di più. Essere tesi è normale, perché significa tenere a quello che si fa, ma esiste un limite oltre il quale la tensione ti condiziona. A volte un giocatore può nascondersi attraverso movimenti poco evidenti, dettagli che dall’esterno non è semplice cogliere. I risultati incidono anche su questo".
Il Catanzaro, secondo il suo allenatore, non dispone necessariamente di tanti giocatori abituati a trascinare il gruppo con il temperamento, ma può trovare altre strade per reagire: "È vero che questa squadra non ha al suo interno tanti elementi di grande carattere, quelli che trascinano gli altri anche con l’atteggiamento. Ha però caratteristiche differenti, e le aveva anche lo scorso anno. Possiamo sopperire in un altro modo, migliorando dal punto di vista calcistico come abbiamo fatto nelle prime partite. Ma ognuno deve mettere in campo qualcosa anche sul piano caratteriale, perché se giochi con troppa paura diventa quasi impossibile fare qualcosa di importante".
Contro un Ascoli che arriva al Ceravolo con entusiasmo, solidità difensiva e fiducia nei propri mezzi, il Catanzaro è chiamato dunque a una risposta. Gorgone sa che il momento è delicato, ma continua a credere nella possibilità di cambiare direzione: per riuscirci, la sua squadra dovrà dimostrarlo sul campo, fin dai primi minuti.
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