Granato in Senato: "I vaccini non riducono contagiosità ma sono grandi affari per le case produttrici"

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  17 dicembre 2021 09:12

Ha dato voce a quella che definisce “la riserva indiana” in cui il Governo guidato da Draghi “ha confinato parte della società che prudentemente e con ogni santa ragione non ha ritenuto di fare le scelte da lei caldeggiate e raccomandate in merito alle vaccinazioni di massa in assenza di sufficienti studi clinici a breve, medio e lungo termine”. La senatrice Bianca Laura Granato (Gruppo Misto) intervenendo – mercoledì 15 dicembre - in aula a Palazzo Madama, in un articolato intervento, ha chiesto conto al premier “intanto della fondatezza giuridica e fattuale della proroga di uno stato di emergenza oltre i limiti fissati dalla Costituzione italiana, uno stato di emergenza che porrebbe i suoi presupposti sul contenimento dell’epidemia da Covid 19. un’epidemia che ha un indice di mortalità dello 0.2%, in presenza oltretutto di un 10% dei posti in  terapia intensiva occupati. Uno stato di emergenza che si fonda su interventi militari per fare cosa? La guerra ad un microbo? O a onesti cittadini inermi, colpevoli solo di aver compreso i vostri inganni e di esservisi sottratti?”.

“Pretendiamo che lei chieda che vengano rimossi tutti i conflitti di interesse in capo alla Commissione europea e agli organi di autorizzazione dei farmaci – afferma ancora -.  Pretendiamo che lei ci dia conto degli impegni assunti a livello internazionale per cui abbia esteso, unico caso anche in Europa, l’obbligo vaccinale sul posto di lavoro, con delle sanzioni incostituzionali che privano i sanzionati del sostentamento , non rispettando nei loro riguardi il principio dell’ habeas corpus, al cospetto di farmaci che stanno mietendo, e lei non può certo ignorarlo, migliaia di vittime, circa 30.000 morti registra EudraVigilance nei 27 paesi UE in concomitanza con le somministrazioni di questi farmaci e 3 milioni di eventi avversi”.

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“Per la Costituzione italiana, ma anche per la Carta di Nizza, per il codice  di Norimberga, per la Convenzione di Oviedo, nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario (la cui autorizzazione condizionata da parte dell’autorità del farmaco che per giunta non è più giustificabile alla luce del fatto che oggi non sussistono più i requisiti per rinnovarla) che può condurlo alla invalidità e alla morte, fosse anche il farmaco più socialmente utile mai realizzato. E lei sa benissimo che questi farmaci non assolvono nemmeno alla funzione di limitare i contagi, poiché anche con le terze dosi ci si contagia. Quindi parliamo solo di grandi affari per le case produttrici – continua la senatrice -. La proporzione tra la violenza, l’abuso con cui sono imposti  questi farmaci e la loro efficacia è sotto gli occhi di tutti. Anche dei più ciechi e ottenebrati dalla propaganda pagata con soldi pubblici, ma non scambi la rassegnazione di alcuni con il favore per queste misure liberticide e esiziali.  Pretendiamo che in Consiglio d’Europa lei non assuma mai impegni che travalichino i limiti imposti dalla Costituzione italiana su cui pure ha giurato. Pretendiamo che lei non prenda accordi per alcun progetto sociale ed economico che riguardi il nostro Paese senza un esplicito  mandato del parlamento, dato che non ha alcun mandato elettivo alle spalle. Pretendiamo che ai medici sia tolto lo scudo penale, perché il cittadino sano trasformato contro la sua libera determinazione in paziente curato in serie non può accollarsi pure la responsabilità di un trattamento su cui non sussistono sufficienti informazioni scientifiche per valutarne efficacia e rischi. Rischi che le case farmaceutiche non si accollano e di cui uno stato che impone obblighi non può non farsi carico per intero”.

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“Pretendiamo trasparenza integrale dei contratti stipulati con le case farmaceutiche produttrici dei farmaci che vengono spacciati per vaccini – conclude Granato - Pretendiamo che riferisca in Consiglio di Europa che con un virus che ha una letalità dello 0.2%, per cui ci sono ormai diverse terapie di contrasto efficaci,  non si possono più giustificare di fronte ai cittadini misure liberticide, perché ormai la fiducia nelle istituzioni è pari a zero e l’Europa si sta rivelando agli occhi della gente più una trappola per topi che quella  comunità inclusiva e democratica alla quale avevamo aderito. Pretendiamo che venga ampliato e reso libero il dibattito scientifico e che si smetta di interferire con l’informazione pubblica per deviarlo verso un pensiero unico pericoloso. Pretendiamo che ove manchino studi sulle correlazioni i cittadini vengano esentati dalla necessità di praticare questi farmaci”.

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