Gratteri su La7: "Statisticamente negli ultimi giorni i candidati politici fanno i patti col diavolo"

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images Gratteri su La7: "Statisticamente negli ultimi giorni i candidati politici fanno i patti col diavolo"
Nicola Gratteri
  07 gennaio 2020 23:46

"Statisticamente possiamo dire che negli ultimi due o tre giorni si fanno i patti col diavolo. Molte volte un candidato quando ha paura di non farcela o quando gli manca poco per farcela è disposto a fare i patti col diavolo. È disposto ad incontrare lo ‘ndranghetista, è disposto ad incontrare il soggetto collettore che sta lì ad un passo. Molte volte la ‘ndrangheta designa il candidato a sindaco". Lo ha dichiarato il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri durante la trasmissione "Di Martedì", andata in onda su La7. 

Gratteri ha commentato così la recente operazione Rinascita Scott: "Sostanzialmente questa è un’indagine dove si contesta che negli ultimi venti anni il rapporto comincia a capovolgersi. Venti, venticinque  anni fa erano gli ‘ndranghetisti che cercavano i politici, adesso sono i politici che cercano gli ‘ndranghetisti per avere pacchetti di voti in cambio di appalti o altri benefici. Questo vuol dire che oggi, sul piano sostanziale, la ‘ndrangheta è più forte, è più credibile rispetto alla politica".

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"Un candidato politico - ha continuato il Procuratore- mediamente sta sul territorio cinque o sei mesi prima delle elezioni. Un capo della ‘ndrangheta è presente sul territorio 365 giorni all’anno. Il capo mafia dà risposte viziate, parziali, drogate, clientelari - quello che vogliamo- ma dà risposte. La politica in certi territori è completamente assente, quindi i capi mafia hanno pacchetti di voti. Basta spostarli a destra o sinistra per determinare chi sarà il sindaco. Conseguentemente, per la Bassanini, concorreranno a scegliere il funzionario, il segretario comunale e quindi alla cogestione della cosa pubblica".

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Gratteri ha poi risposto sulla questione della prescrizione. "In un paese civile, nel 2020, ancora oggi parlare di prescrizione, amnistia, indulto e sanatorie non è da paese civile. Non dovrebbero essere usati questi termini. Per quale motivo un fascicolo rimane fermo cinque o sei anni nell’armadio? Io dico che bisogna lasciare la legge così com’è (decorrendo dal 2 gennaio) perché serve a costringere la politica a fare le riforme dei processi che servono. Perché oggi abbiamo 4 mila carabinieri che ogni mattina anziché fare indagini fanno i messi notificatori. Nel 2020, in Europa".

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