
Nel corso delle ultime 24 ore, presso l’Istituto Penitenziario di Catanzaro si è verificato l’ennesimo episodio di estrema gravità che conferma, ancora una volta, la condizione ormai ingestibile in cui opera quotidianamente la Polizia Penitenziaria.
Così esordisce il segretario Regionale della UIlFPPoliziaPenitenziaria Paradiso Salvatore che aggiunge
Durante la notte, un detenuto straniero ha posto in essere comportamenti altamente pericolosi, alternando atti autolesionistici a condotte etero aggressive, tali da richiedere l’intervento dei sanitari dell’Istituto Penitenziario prima e del Pronto Soccorsosuccessivamente. Nonostante le cure ricevute, nel tardo pomeriggio, mentre gli venivano prestate nel carcere ulteriori attenzioni sanitarie, lo stesso detenuto ha sottratto un paio di forbici a un operatore sanitario, tentando di aggredire sia il personale medico sia gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, per poi tentare di rivolgere l’arma contro sé stesso.
Solo la prontezza, la professionalità e il coraggio del personale presente hanno impedito che la situazione degenerasse in una tragedia irreparabile.
Aggiunge ancora Paradiso
Purtroppo, episodi di questo tipo non rappresentano più l’eccezione, ma una drammatica quotidianità. L’Istituto di Catanzaro ospita attualmente circa 730 detenuti, con un organico della Polizia Penitenziaria gravemente sottodimensionato. In queste condizioni, garantire sicurezza, ordine e tutela della salute — sia del personale sia dei detenuti — diventa ogni giorno più difficile.
Le aggressioni al personale sono ormai all’ordine del giorno, mentre la risposta dell’Amministrazione Penitenziaria appare debole, tardiva e inefficace rispetto alla gravità della situazione.
È necessario intervenire immediatamente per deflazionare la popolazione detenuta dell’Istituto di Catanzaro e ristabilire condizioni minime di sicurezza. Continuare a ignorare l’emergenza equivale a esporsi deliberatamente al rischio di nuovi episodi violenti, con conseguenze potenzialmente devastanti.
Cosa deve ancora accadere affinché, a livello regionale e nazionale, si decida finalmente di riportare sicurezza, legalità e condizioni di lavoro dignitose all’interno dell’Istituto di Catanzaro, nel pieno rispetto dei principi costituzionali?
Ora tocca alle istituzioni fare la propria parte.
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