Guerriero: “Milioni di euro spesi ma la principale stazione della Calabria resta un incubo per i viaggiatori”

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Guerriero: “Milioni di euro spesi ma la principale stazione della Calabria resta un incubo per i viaggiatori”


  12 settembre 2026 14:21

Definire "mediocri" i risultati dei lavori che hanno interessato lo scalo ferroviario di Lamezia Terme Centrale non è un’esagerazione, ma un eccesso di generosità.
I numeri parlerebbero di un grande piano di ammodernamento: secondo i dati ufficiali rilasciati negli anni da Rete Ferroviaria Italiana (RFI), la stazione hub della Calabria è stata oggetto di interventi di riqualificazione per un investimento complessivo di oltre 11 milioni di euro oltre a 2 milioni cofinanziati dalla Regione per le aree esterne la stazione.
A fronte di questo spesa enorme, che avrebbe dovuto proiettare lo scalo verso gli standard europei di accessibilità e mobilità sostenibile, la realtà quotidiana raccontata da chi quella stazione la vive è uno schiaffo all’intelligenza e ai bisogni della cittadinanza.
Basta guardare all'ingresso principale per rendersi conto del fallimento dell'opera: l’accesso è privo di scale mobili; per superare i dislivelli si fa affidamento su un solo ascensore di dimensioni minuscole, del tutto inadeguato ad accogliere il flusso di passeggeri con bagagli, passeggini o sedie a rotelle.
Ma è sul fronte della sicurezza che la situazione assume contorni allarmanti: circa il 90% del traffico ferroviario che transita da Lamezia viene smistato ed effettuato sui soli primi tre binari. Il risultato? Un ammasso continuo di passeggeri costretti a sostare su banchine anguste, prive di sufficienti elementi di protezione e del tutto insicure nei momenti di massimo affollamento.
I flussi di chi arriva e di chi parte si incrociano in passaggi affollati e strettoie – in alcuni punti veri e propri corridoi di appena 60 centimetri – dove è impossibile persino il transito simultaneo di due persone.
L’aspetto più grave e taciuto riguarda la convivenza ravvicinata tra i viaggiatori e il traffico merci. I convogli pesanti sfrecciano quasi sempre proprio su uno di quei primi tre binari, a pochissimi centimetri dai viaggiatori in attesa.
Assistere quotidianamente a treni merci che transitano a velocità sostenuta a ridosso di bambini, anziani e famiglie ammassate sui marciapiedi di attesa fa correre un brivido lungo la schiena. Il pericolo di risucchio d'aria generato dallo spostamento della massa del treno è concreto e tangibile.
Si assiste a tutto ciò nella speranza che non accada mai l'irreparabile. Ma se una tragedia dovesse verificarsi, sia chiaro fin da ora: la fatalità non c'entrerà nulla. Si tratterà esclusivamente dell'effetto di un'incapacità umana e progettuale che ha dilapidato risorse pubbliche senza mettere al centro la sicurezza e la dignità delle persone. La Calabria e i suoi viaggiatori meritano risposte, ma soprattutto interventi correttivi immediati e la rimozione di chi ha avallato un simile scempio.
Fabio Guerriero
Progetto Civico Italia