I Giovani Democratici di Lamezia contro alcune ‘rievocazioni’ storiche

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  29 aprile 2026 22:38

Nell'ultimo periodo in Italia si è riacceso un preoccupante clima di nostalgia e inneggiamento al fascismo, che affiora in manifestazioni, simboli e linguaggi pubblici. Episodi recenti hanno mostrato come settori organizzati della società cerchino di rilegittimare un passato dittatoriale, spesso in nome di un presunto orgoglio nazionale o di identità, per così dire, "tradita". Nello specifico si vuole qui prendere come riferimento le ultime esternazioni dell'On. Domenico Furgiuele che ci ha tenuto a ricordare la figura di Sergio Ramelli, giovane militante del Fronte della Gioventù durante gli anni di piombo. Il clima nostalgico si vuole riproporre proprio come si ripropose allora durante gli anni di piombo. Un clima che vuole coinvolgere i ragazzi soggiogandoli ad un ideale storico che, per fortuna, non hanno neanche vissuto e che non conoscono. Questi fenomeni. chiaramente, si inseriscono in un contesto politico e culturale più ampio, dove la memoria antifascista e la condanna antifascista non risultano essere espresse con chiarezza nelle istituzioni. Si vuole, quindi, sottolineare come la tolleranza verso queste derive contrasti con lo spirito della Costituzione nata dalla Resistenza, e come l'ambiguità di certa retorica nazionalista contribuiscano ad alimentarle. In questo clima, il rischio non è soltanto la banalizzazione del fascismo, ma la normalizzazione della violenza politica nei confronti della Costituzione. La Costituzione - che già è voluta essere recente oggetto di questione referendaria - come già emerso durante quest'ultima campagna elettorale, non può essere suscettibile di modifica o di contrasto da parte delle istituzioni, ma è il caposaldo su cui si regge il nostro stato democratico. L'On. Furgiuele forse pensa, sbagliandosi, che il fascismo possa tornare di moda tra i giovani. Ma i giovani una risposta al suo quesito l'hanno già data al referendum e la danno ogni giorno. Ed è una risposta civile e democratica che passa attraverso la partecipazione, il confronto, lo studio - anche della storia suo malgrado - e sfocia in un rinnovato impegno culturale e istituzionale: ricordare che l'antifascismo non è un'opinione, ma il fondamento stesso della nostra convivenza democratica.


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