I partigiani piangono la morte di Mario Sirianni

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Vigili del fuoco nel capannone -

  24 luglio 2019 15:06

Aveva fatto in tempo a prendere la sua amata tessera Mario Sirianni, il partigiano conosciuto con il nome di battaglia Kent. Viveva a Soveria Mannelli; questa mattina ci ha lasciati. Un grande dolore per tutta l’Associazione dei partigiani con la quale Kent aveva uno straordinario rapporto da tantissimo tempo. Dopo tanti anni passati in silenzio – lui che aveva vissuto una vita difficile sulle montagne durante la Resistenza – decise di rimettersi in cammino. Un cammino diverso fatto di decine di incontri nelle scuole con i ragazzi di tutte le età, e ancora moltissime iniziative durante le quali ha raccontato la sua vita da partigiano combattente. I motivi della sua scelta, di ragazzo di appena 17 anni, appassionavano le persone che non si stancavano mai di ascoltarlo. Stare con i partigiani “era la cosa più naturale che io potessi fare”, questo l’inizio di tutti i suoi interventi.
E’ stato da combattente nella VII Divisione 183° Brigata d' Assalto Garibaldi nel distaccamento Coralli. Sulla sua avventurosa vita, ragazzi e docenti dell'Istituto Rodari di Soveria Mannelli/Carlopoli hanno costruito un racconto e un filmato. Ascoltarlo diventava un viaggio emozionante nella storia d'Italia. Ricordandoci con precisione la sua vita da Partigiano in Val d'Aosta, dalla fame ai rastrellamenti nazifascisti. Parlava delle sue amicizie e dei tanti tanti morti. Legatissimo alla ricorrenza del 25 Aprile, col fazzoletto rosso dell’ANPI al collo, quando non poteva partecipare alle iniziative chiamava amici e compagni per fare gli auguri. La Festa della Liberazione la portava nel cuore. Non volle dimenticare e nemmeno perdonare. “Ho visto troppo da vicino la barbarie nazifascista, non mi chiedete di dimenticare, non posso”; questa una delle sue affermazioni più ripetute.  Noi non dimenticheremo mai il nostro carissimo  amico Mario Sirianni, l’amato partigiano Kent.


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