I Rotary di Catanzaro, Soverato, Tre Colli e Cropani avviano insieme a Squillace la IV campagna archeologica del "Vivarium Project"
03 luglio 2026 12:54Quando una comunità sceglie di ritrovarsi attorno ai suoi luoghi più antichi, non celebra solo il passato: costruisce futuro. La IV Campagna Archeologica del Vivarium Project, inaugurata alla Villa Romana di Squillace, lo ha dimostrato con chiarezza, mostrando quanto la cultura possa diventare un ponte tra territori, istituzioni e persone. Martedì scorso, i Rotary Club di Catanzaro, Soverato, Catanzaro Tre Colli e Cropani si sono ritrovati in località Terra di Ceraso per dare avvio a una nuova stagione di ricerca dedicata ai luoghi cassiodorei, luoghi che non sono soltanto siti archeologici ma frammenti di identità che riaffiorano dalla terra: ambienti termali, spazi domestici, architetture che raccontano la logica di una vita romana capace di resistere al tempo e di continuare a parlarci.
La visita alla Villa Romana, immersa in un silenzio che non è mai vuoto, ha restituito ai presenti la sensazione di trovarsi davanti a un patrimonio che appartiene alla comunità intera, un patrimonio che non chiede soltanto di essere studiato ma di essere riconosciuto e condiviso. All’ex Frantoio di Villa Ceraso, edificio con rimanenze settecentesche, la mattinata si è trasformata in un dialogo vivo grazie al patrocinio dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace e dell’Ordine degli Architetti di Catanzaro e della sua Fondazione, un sostegno che ha dato alla giornata un respiro istituzionale senza appesantirla, rendendo invece più consapevole il senso di ciò che si stava costruendo insieme.
Gli interventi dei relatori hanno accompagnato i presenti in un viaggio nella Calabria antica e nella visione culturale che anima il Vivarium Project. Il prof. Pino Lonetti, del Rotary Club Tropea e Presidente della Commissione Distrettuale “La via delle Ville e delle Terme Romane”, ha raccontato il lavoro straordinario svolto quest’anno dalla Commissione, presentato al recente Congresso Distrettuale, mostrando come la ricerca possa diventare un progetto collettivo. Il prof. Domenico Benoci, docente presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e il PIAC, nonché direttore scientifico del Vivarium Project, ha guidato i presenti dentro la logica dei luoghi cassiodorei, spiegando come questi spazi siano parte di una visione culturale che continua a parlare al presente. Il prof. Alfredo Focà, Coordinatore dell’Area Cultura del Distretto Rotary 2102, ha offerto una lettura ampia del valore identitario e territoriale di queste ricerche, mentre l’architetto Francesca Ferraro, esperta di storia dell’arte e componente della Commissione Distrettuale “La via delle Ville e delle Terme Romane”, ha moderato l’incontro con sensibilità e competenza, intrecciando gli interventi in un racconto unitario.
E poi Cassiodoro, inevitabile e necessario: politico, intellettuale, fondatore del Vivarium, ponte tra mondi diversi. In questi luoghi immaginò un modello di studio e conservazione del sapere destinato a influenzare la cultura europea, e ancora oggi quel modello continua a parlare, ricordandoci che la conoscenza non è mai un fatto isolato ma un gesto comunitario.
La giornata non è stata soltanto un’inaugurazione, ma un momento di partecipazione autentica, in cui amministrazioni, cittadini, professionisti e volontari hanno condiviso la percezione di un patrimonio che non è un’eredità da custodire in silenzio, ma una risorsa viva capace di generare identità, conoscenza e sviluppo. La Calabria, quando torna a guardare le sue radici, ritrova anche la direzione del futuro. La terra ha parlato, e la comunità ha risposto.
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