
La delusione per la finale playoff sfumata è enorme, ma il capitano giallorosso firma una lettera aperta che va oltre la sconfitta: "Esistono vittorie che nessuna classifica può raccontare".
30 maggio 2026 22:06di GUGLIELMO SCOPELLITI
La delusione brucia ancora sulla pelle del popolo giallorosso, all’indomani della dolorosa sconfitta nella finale playoff che ha spento, sul più bello, il sogno della Serie A. Il capitano Pietro Iemmello prende la parola e trasforma le lacrime in un manifesto d’orgoglio. Lo fa affidando ai social un urlo di appartenenza che travalica il semplice risultato sportivo e si infila dritto al cuore dei tifosi del Catanzaro.
Le Aquile hanno accarezzato l'impresa, scontrandosi sul traguardo con la dura realtà del verdetto del campo. È indubbio che il Catanzaro abbia comunque compiuto un autentico miracolo sportivo, restituendo dignità e animo al calcio del Sud. Lo Zar, leader indiscusso dello spogliatoio e simbolo del riscatto cittadino, rimette subito in fila i pezzi di quella che è a tutti gli effetti una stagione straordinaria, spazzando via lo sconforto collettivo con la forza dei sentimenti.
“La storia, si dice, la scrive chi vince” — scrive il capitano giallorosso nel suo lungo messaggio virtuale — “ed è vero. Ma esistono vittorie che nessuna classifica può raccontare, nessuna coppa può rappresentare, nessun risultato può cancellare”.
Iemmello parla di “un esempio per tutta l’Italia” e avverte che, in un calcio ormai governato da budget faraonici, il Catanzaro ha dimostrato che “esistono ancora valori che non si possono comprare”. È l'atto d'accusa romantico di chi ha guardato negli occhi i giganti economici del torneo senza mai abbassare lo sguardo.
Il percorso del Catanzaro ha unito una regione intera. Durante la stagione il gruppo sembra aver trovato un'alchimia rara, quasi mistica. Iemmello descrive la macchina giallorossa come un blocco monolitico, un corpo unico formato da società, presidente, staff, squadra e tifosi. Un'unica anima cementata nel silenzio e nel sacrificio.
“Essere i più forti è facile quando hai tutto” — rilancia il bomber, con un chiaro riferimento alle corazzate più blasonate del campionato — “essere i più coraggiosi quando hai meno è qualcosa di straordinario”. Parole che suonano come una blindatura dello spirito identitario calabrese. Può essere che il cammino futuro presenti nuove insidie, ma la base di partenza appare solida, granitica. Il capitano ha voluto ringraziare calorosamente chi ha sostenuto la squadra dagli spalti e da casa, ricordando che, nei momenti più duri, quel calore ha ricordato a tutti la vera identità del Catanzaro.
La chiusura del post del Capitano è una promessa solenne, un invito a guardare oltre l'orizzonte della sconfitta con la certezza che, dopo ogni notte buia, si accende sempre una nuova alba. Non è semplice retorica: è la fotografia di una città che si è riscoperta gigante in una notte di lacrime. Quel muro giallorosso che per tutta la stagione ha spinto le Aquile a un centimetro dal sole ha sfiorato un miracolo che, comunque sia andata, ha riscritto la geografia del nostro pallone.
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