




Una giornata che doveva celebrare quasi ottocento anni di storia si è trasformata in poche ore in un vero e proprio incubo per espositori e visitatori. Il ciclone Olinda si è abbattuto con inaudita violenza su Cosenza proprio nel primo giorno del tradizionale appuntamento con la Fiera di San Giuseppe, storica manifestazione che rappresenta il cuore pulsante dell’identità cosentina.
L’entusiasmo dell’inaugurazione mattutina, animata dalle rievocazioni storiche nel segno di Bernardino Telesio, è stato letteralmente spazzato via nel tardo pomeriggio da una furiosa bomba d’acqua. Il diluvio non ha avuto alcuna pietà degli stand allestiti lungo viale Parco, dove la forza del maltempo ha devastato decine di bancarelle. Molte strutture sono state divelte dalle raffiche di vento, mentre la pioggia incessante ha inzuppato merci e distrutto i teloni, lasciando dietro di sé una scia di danni incalcolabili per gli oltre 450 ambulanti giunti da ogni parte d’Italia.
La situazione è parsa subito critica: le strade trasformate in fiumi hanno reso impraticabile l'intera area fieristica, costringendo i presenti a una fuga precipitosa. La furia del ciclone non ha risparmiato neanche il resto della città, con alberi abbattuti nella zona di Vaglio Lise e la conseguente decisione delle autorità di disporre la chiusura delle scuole per la giornata successiva.
Per Cosenza, quella che doveva essere la festa della rinascita e della primavera si è trasformata in una conta dei danni drammatica, che colpisce duramente una tradizione millenaria capace, solitamente, di richiamare migliaia di presenze da tutta la regione.
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