
Comunicato Circolo PD Catanzaro Lido “G. Puccio”
Oggi 2 giugno 2026, così come avviene da 80 anni, essere Repubblica significa difendere ed attuare
pienamente la nostra Costituzione. Significa rimettere al centro il diritto al lavoro dignitoso, la
sanità pubblica, la scuola e il superamento delle disuguaglianze che ancora colpiscono il nostro Sud.
Significa ricordare l'impegno dei costituenti catanzaresi che ci impone il dovere di lottare per un
territorio che non sia lasciato indietro, contrastando ogni progetto di frammentazione del Paese e
valorizzando l'unità nazionale. La Repubblica vive ogni giorno nelle battaglie per i diritti civili e
sociali delle nostre comunità. Non è una conquista garantita, ma una conquista che va difesa fino
alla morte.
Come Partito Democratico, incarniamo quei valori, ne siamo ereditieri legittimi e dobbiamo con
tutte le nostre energie e la nostra passione tutelare ogni singolo giorno il valore simbolico e pratico
di quella conquista.
In provincia di Catanzaro il 2 giugno 1946 fu il 45% dei cittadini a scegliere la Repubblica, poiché
la monarchia ottenne la maggioranza con il 55% dei voti. Ecco perché a Catanzaro la Repubblica
assume ancora maggiore credito storico, sociale e politico. La stessa terra che non sceglieva
compatta la libertà e la democrazia intrinseche nel dna della Repubblica, fu comunque protagonista
della creazione di un’Italia democratica e progressista, scegliendo tre illustri personaggi che hanno
contribuito enormemente alla nascita della Repubblica Italiana.
Fausto Gullo, Luigi Silipo ed Enrico Molè furono eletti il 2 giugno 1946 all'Assemblea Costituente
nel collegio di Catanzaro, contribuendo direttamente a scrivere la Costituzione italiana.
Gullo, avvocato catanzarese ed esponente di spicco del Partito Comunista Italiano (PCI), è una
delle figure più celebrate del dopoguerra meridionale e divenne celebre in qualità di "Ministro dei
contadini".
Silipo, era un professore catanzarese di lettere e filosofia, intellettuale stimato e uomo di scuola
prestato alla politica. Anch'egli eletto all'Assemblea Costituente nelle liste del Partito Comunista
Italiano per il collegio di Catanzaro, si distinse per l'apporto culturale e l'attenzione ai temi
dell'istruzione e dello sviluppo sociale delle aree interne calabresi.
Ed infine, il catanzarese Molè, avvocato e giornalista, che rappresentava l'anima laica, democratica
e riformista non marxista. Fu un giurista raffinatissimo, membro della ristretta "Commissione dei
75" che redasse materialmente il testo della Costituzione.
Come loro, anche noi Democratici catanzaresi, dopo 80 anni trascorsi a difendere la libertà
democratica da ogni attacco, vogliamo con orgoglio sentirci parte di questa storia, assumendoci
l’impegno di contribuire a tutelare tutto ciò che è stato conquistato attraverso dure lotte e vite
sacrificate, in nome di parole indelebili come quelle pronunciate da Sandro Pertini nel discorso di
fine anno alla nazione nel 1979: “Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di
giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla,
costi quel che costi.”
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