Il comitato dei pescatori calabresi: "Varare un piano straordinario"

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  19 dicembre 2020 19:17

La pesca in Calabria è un settore già in profonda crisi da tempo – dichiara Salvatore Martilotti presidente del “Comitato Pescatori Calabria” - per le ben note difficoltà strutturali, in particolare, l’armamento obsoleto, le difficoltà ad accompagnare il cambiamento in atto nel settore con la diversificazione  e l’innovazione, la mancanza di servizi essenziali per garantire le condizioni minime per l’attività di pesca, per il segmento più  rilevante del settore nessun  “Mercatino ittico al consumo” per vendita diretta del prodotto ittico locale secondo i parametri comunitari. Ma anche concorrenza “sleale” di pescatori poco sportivi meglio equipaggiati e attrezzati dei pescatori professionali; l’aumento esponenziale di altre attività che hanno ridotto le aree di pesca abituale dei pescatori professionali. E considerato che piove sempre sul bagnato alle ben note emergenze “strutturali” locali, purtroppo, dall’inizio del 2020 è scoppiata questa grave emergenza sanitaria, senza precedenti, che potrebbe dare il colpo finale ad un settore già in ginocchio.

Tuttavia, in prossimità delle festività natalizie, anche se anomale e diverse rispetto alla nostra tradizione, tutti coltiviamo la speranza, considerato che Natale è sempre Natale, per ripartire. Ma per poterlo fare auspichiamo interventi sinergici di Regione e Comuni costieri con Pescatori e Associazioni di settore per il varo di un “Piano pesca straordinario” accompagnato dal decollo della legge regionale di settore (L.R. n.27/2004),ma anche dall’avvio di un tavolo tematico regionale pesca per la programmazione UE 2021/2027 per armonizzare le politiche di sviluppo della fascia costiera magari con il concorso di tutti i rappresentanti istituzionali e le rappresentanze sociali ed economiche del settore. In particolare, nelle quattro macro-aree (che dovrebbero diventare distretti ittici), indicate a suo tempo alla Regione, non è più rinviabile armonizzare i “Mercati ittici alla produzione” e ammodernare le reti distributive, ma anche non è  più rinviabile  il decollo dei “Mercatini ittici al consumo”, considerato che la piccola pesca artigianale rappresenta circa il 70% della flotta e degli occupati in Calabria. Per la ripartenza del settore c’è molto da fare e molto dipenderà da come la Regione intenderà intervenire per attivare azioni a sostegno a partire – a parere del Comitato Pescatori Calabria -  da bonus e liquidità fondamentali per la ripartenza delle imprese di pesca e delle tante micro-imprese a conduzione famigliare. Ma il futuro di questo settore – continua Salvatore Martilotti -  è, in particolare, nelle mani dei Comuni costieri che sono a stretto contatto con le varie realtà locali. E qui a Corigliano-Rossano, il Comune con la maggior estensione litoranea della Calabria, nel prossimo Consiglio comunale monotematico sulla pesca annunciato, si potrebbe individuare una strategia per portare il settore fuori dalla crisi e, con la ripartenza dopo il Covid-19, speriamo già dai primi mesi del 2021, si potrebbero creare i presupposti per lo sviluppo futuro dell’economia ittica e della fascia costiera. In questa direzione sarebbe prioritario organizzare un tavolo di ascolto e, soprattutto, costituire la “Consulta del mare” non solo per raccogliere pareri e proposte delle parti sociali ed economiche, ma anche in stretta sinergia, programmare lo sviluppo possibile dell’economia costiera con progettualità adeguata nell’ambito della nuova programmazione dell’Unione europea 2021/2027.

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Da subito, invece, è urgente per l’intera filiera della pesca evitare tracolli che potrebbero incidere molto sul piano economico e occupazionale. La politica certamente ha il ruolo di fare proposte, così come chi amministra il Comune, a partire dal Sindaco, deve dare risposte concrete ai bisogni emergenziali dell’economia ittica di Corigliano-Rossano, ma, a nostro parere, c’è bisogno del soggetto più importante, gli operatori del settore, che devono essere coinvolti per capire, tutti insieme, gli interventi strutturali necessari per meglio organizzare e far ripartire una costola importante dell’economia del nuovo Comune. Bene. Allora da dove si parte? Da interventi tamponi per scongiurare chiusure da evitare? Oppure, si incomincia a ragionare seriamente – conclude Salvatore Martilotti - sull’ opportunità di far decollare il  ”Distretto ittico di Schiavonea” insieme, Autorità portuale di Gioia Tauro permettendo, all’organizzazione, nella seconda darsena, dei servizi in un “approdo pesca di stampo comunitario” così come è stato approvato dal Consiglio comunale di Corigliano Calabro negli anni novanta? Non siamo all’anno zero, poiché tutto ciò che è patrimonio acquisito da parte della nostra collettività, va’ certamente verificato, e se è compatibile con il progetto complessivo, va utilizzato per ripartire e creare le condizioni per favorire sviluppo e occupazione. E con un Comune con gli indicatori economico-sociali più rilevanti del settore pesca in Calabria, si dovrebbe rivendicare, soprattutto, la guida del Gruppo di Azione Costiera organizzando il comitato promotore del “FLAG Corigliano-Rossano” e, così,  invertire rotta per rendere operative e “non surreali” politiche di sviluppo con le risorse finanziare (dirette e indirette) fino ad oggi “scippate” al nostro territorio in una logica di sviluppo inter-settoriale fra pesca, turismo e ambiente per valorizzare le risorse del  mare con al centro una categoria, i pescatori, fortemente radicata sul nostro litorale e creare nuove opportunità occupazionali. Buon lavoro a tutti i componenti il Consiglio comunale!

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