“Il coraggio di Rosa”: un libro che non si limita a raccontare, ma chiama alla responsabilità

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  31 marzo 2026 15:55


 Nella splendida cornice dell’aula del Senato presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro, si è svolta la presentazione ufficiale del libro Il coraggio di Rosa di Marisa Manzini, già vincitore del Premio IusArteLibri – Il Ponte della Legalità 2026. Un’opera che, pur essendo narrativa, affonda le radici nella realtà più complessa e dolorosa della Calabria, raccontando la scelta radicale di una donna che ha avuto la forza di ripudiare la ’ndrangheta.

L’iniziativa ha riunito magistrati (preziosa la presenza del giudice lametino Giuseppe Vitale, Presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione) studiosi e un pubblico attento, che ha seguito con partecipazione un dialogo intenso e ricco di spunti. Accanto all’autrice, sono intervenute Letizia Golfieri e Antonella Sotira, che hanno guidato la presentazione con un taglio critico e appassionato.

Nel corso dell’incontro, Marisa Manzini – Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro – ha spiegato che Rosa, frutto della sua fantasia, si ispira alle donne coraggiose che hanno scelto di parlare. “Il silenzio è la prima forma di complicità”, ha detto l’autrice, “e raccontare questa storia significa rompere quel muro”.

Il romanzo, pubblicato da Rubbettino, intreccia realtà e immaginazione per restituire un quadro umano e sociale di grande intensità. La figura della giudice venuta dal Nord, che nel libro si confronta con un mondo che la affascina e la ferisce, è stata al centro di un vivace dibattito. Molti hanno sottolineato come questo personaggio rappresenti il ponte tra due Italie che spesso si guardano da lontano, ma che nella lotta per la legalità trovano un terreno comune.

La vittoria del Premio IusArteLibri e la presentazione al Senato confermano il valore civile dell’opera, che si inserisce nel solco della letteratura impegnata capace di illuminare zone d’ombra del Paese. Non è un caso che, al termine dell’incontro, molti dei presenti abbiano sottolineato come Il coraggio di Rosa sia un libro che “non si limita a raccontare, ma chiama alla responsabilità”.

L’evento si è concluso con un lungo applauso, segno che la storia di Rosa – e il lavoro di chi, come Marisa Manzini, continua a difendere la legalità nelle aule di giustizia – ha ancora molto da dire all’Italia di oggi.


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