Il godurioso viaggio dell’illustrissimo nel centro dell’Europa

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  27 maggio 2019 11:30

 

L’Antica Congrega Tre Colli, da quando si è formalmente costituita, si prefigge l’arduo compito di promuovere le tradizioni catanzaresi, a partire da quelle culinarie. Se non fosse che il piatto tipico della Città rischia un preoccupante calo di diffusione  e preparazione, l’Associazione potrebbe occuparsi anche di altre pietanze identitarie, anche se mai come l’illustrissimo morzeddhu! Tra i tanti estimatori che si contano spesso al di fuori dei confini catanzaresi e regionali, vi sono anche le folte comunità di calabresi che vivono all’estero. E tra queste una ben nutrita che risiede a Bruxelles. Gli impegni di lavoro del presidente della Congrega nella capitale belga e i contatti con alcuni affezionati al profumo, colore e sapore dell’illustrissimo, hanno portato a pianificare una trasferta estera con degustazione proprio al centro dell’Europa. L’Antica Congrega Tre Colli ha già portato in giro l’illustrissimo nel recente passato sia sul territorio regionale, ad esempio in occasione della visita di Lidia Bastianich in Calabria e su invito del Panificio Cuti, che nazionale, a Torino e Milano, rispettivamente per partecipare al Salone del Gusto e all’Expo. La voglia di interazione con altre associazioni, accomunate da simili finalità, è sempre viva nella Congrega. Ma come realizzare a costi contenuti una trasferta e degustazione dell’illustrissimo a Bruxelles? Dopo mesi di discussioni e idee arriva l’opportunità di poterla realizzare nella seconda metà di maggio e quindi, inevitabilmente, parte con congruo anticipo tra i congregari l’invito a collaborare per riuscire nell’intento. Tutti entusiasti, molti interessati e pochi disponibili a perdere un paio di giorni, superimpegnati e/o spesso troppo oberati da tante obbligazioni e pendenze lavorative e non, assolutamente indifferibili. E poi come risolvere la questione della preparazione e soprattutto spedizione del prodotto integro e pronto per la degustazione? Al problema dei pochi puticari che oggi lo preparano a regola d’arte si aggiunge anche quello di essere pronti ed attrezzati per il confezionamento e la spedizione. Per fortuna esiste qualcuno che è in grado di risolvere il problema. Carmine Manfredi, noto operatore ed esperto dell’illustrissimo e di altre varianti di preparazioni culinarie, prende al volo l’idea di collaborare al progetto. Lo fa con semplicità, entusiasmo e generosità mettendo a disposizione la materia prima, la sua attrezzata cucina e il confezionamento in grado di riuscire a farlo viaggiare con un corriere in assoluta sicurezza. Si impegna anche a contattare chi normalmente fa le sue spedizioni in tutta Italia e all’Estero. Tutto, quindi, sembra risolto. In realtà non è proprio così. La settimana prima dell’evento il correrie non garantisce quanto previsto e quindi l’operazione sembra sfumare, come tante altre belle idee che muoiono prima ancora di nascere. E ai nostri amici di Bruxelles, che con la loro rete di contatti molto potrebbero fare per farlo apprezzare oltre ai soliti canali catanzaresi, chi glielo dice? L’Antica Congrega Tre Colli deve trovare una soluzione, anche se azzardata. E se lo mettessimo in stiva? Magari in una vecchia valigia incellofanata per stare più sicuri che non ci siano spiacevoli sorprese? Carmine Manfredi non si tira indietro e con il presidente Stefano Alcaro prepara un trolley dal grande valore simbolico, che viene messo in una cella frigo per garantire la conservazione prima della partenza. Funzionerà? I severissimi controlli di volo saranno passati tranquillamente o il contenuto delle vaschette potrà essere scambiato per qualcosa di pericoloso? E malgrado fosse stato ben confezionato e incellofanato resisterà agli sbalzi di quota e di pressione del viaggio in aereo? Insomma dubbi su dubbi, ma se non c’è mordente non c’è gusto. All’arrivo la comparsa sul nastro del trolley senza evidenti problemi di stabilità ha molto rincuorato il presidente, ma la prova del nove è stata fatta soltanto una volta arrivata a casa dell’organizzatore locale dell’evento, Giuseppe Amoruso, detto Geppy. Per fortuna e/o per perizia del preparatore tutto il contenuto è arrivato in perfette condizioni, ancora abbastanza fresco per le poche ore passate a temperatura ambiente. La vaschette sembravano lingotti pieni di Calabria sotto vuoto. Rimesso in frigo l’operazione successiva si compie nel locale prescelto da Geppy, la trattoria “Al dente”, a due passi dal Parlamento Europeo, gestito da Francesca, “romana de Roma”. Dopo aver sistemato alla meno peggio l’immancabile stendardo della Congrega, la convinciamo che non può essere servito nel bollitore da mensa che avrebbe preferito e quindi lo rinveniamo in un bel pentolone stile “coddara”. La consistenza è perfetta si ottiene dopo appena mezz’ora, ma deve restare caldo per essere servito con la pitta fornita da Geppy. In realtà non è proprio la stessa che dovrebbe essere abbinata all’illustrissimo, ma tre tipi diversi di baguette tagliata in obliquo sui lati mimano abbastanza bene l’insostituibile pitta catanzarese. Intanto Geppy sistema il proiettore per rivedere la mitica puntata di chef Rubio prima di iniziare la degustazione. La cosa non fa che aumentare l’acquolina in bocca nei partecipanti, molti dei quali non l’avevano ancora vista. La curiosità aumenta quando il profumo del morzello si sparge nel locale e la trasmissione si conclude con un applauso ad essa dedicato. Inizia il pellegrinaggio verso la postazione di Francesca, dove il presidente fa vedere ai partecipanti, accuratamente selezionati da Geppy, come va intinto e servito. Primo giro: tutto in baguette. Quella bianca assomiglia molto alla pitta catanzarese, ma anche le altre sono da assaggiare. Secondo giro: qualcuno bissa nel pane, ma quello in piatto, o meglio in una scodella di ceramica, è forse ancora meglio. Una breve pausa per una scaldatina e via con il terzo per tutti, comprese le due signore presenti tra i partecipanti. I commensali non si alzano, si sparge la voce che il migliore morzello è quello del “culacchio”, che sopravvive concentrato nel fondo della pentola. E allora, nel dubbio di quando ricapiterà di nuovo di poterlo assaggiare a Bruxelles, matura nel gruppo la voglia del quarto. Ad un certo punto Geppy è costretto a fare la scarpetta direttamente nella pentola, dimostrando che un piatto come questo può letteralmente sbancare anche ad oltre 2000 km da Catanzaro. Non è facile portarlo, prepararlo, abbinarlo alla pitta che non c’è, ma è un piatto che sa incuriosire e che potrebbe anche diventare all’estero un “must” come lo sono altri della tradizione rustica italiana. Grazie alla collaborazione con l’operatore professionista Carmine Manfredi per la disponibilità dimostrata e con l’aspirante congregario Geppy Amoruso per l’ottima organizzazione della serata, L’Antica Congrega Tre Colli è lieta di essere stata in grado di sdoganare l’illustrissimo nella Capitale belga, ottemperando ancora un volta alla propria missione di disseminazione e promozione presente nel proprio statuto. La prossima impresa sarà quella di fargli superare l’oceano? Ad altri congregari l’ardua sentenza!

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