Il Governo pone la fiducia sul Decreto Calabria

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  29 dicembre 2020 10:54

Il ministro Federico D'Incà ha posto a nome del governo la fiducia su decreto legge con le norme che dettano le funzioni del Commissario alla sanità della Calabria. In aula sono iniziate subito le dichiarazioni di voto sulla fiducia. 

"Non posso che sentirmi mortificato e deluso da un Governo che, di fatto, sembra aver dimenticato e abbandonato la Calabria. Una Calabria considerata sempre di più Cenerentola di Italia. Con un mio emendamento al Decreto Calabria proponevo di istituire, all'interno della struttura commissariale della sanità un organo formato dai sindaci, con poteri di controllo e di proposta. Purtroppo, questa norma è stata inopinatamente stralciata e ciò dovrebbe preoccupare l'intera delegazione dei senatori calabresi, quantomeno di coloro che appartengono al centrosinistra e alla maggioranza di Governo. Questo Decreto doveva esaltare il ruolo dei sindaci, invece li umilia e contemporaneamente li manda in prima linea a mani nude. Con questo Decreto si vuole governare per sempre la Calabria attraverso la sanità. Di fatto si stabilisce un principio che anche la moderna civiltà giuridica avanzata aborre. Il "fine pena mai". Il "fine commissariamento" per la Calabria MAI! Ed io, che sono cresciuto alla scuola di quella politica che parte dal basso, fatta con dignità, coerenza e trasparenza, in una piccola sezione di partito come in piazza, per il popolo e con il popolo, DICO NO!". Così il Senatore di Italia Viva, Ernesto Magorno.


"Il decreto in esame rappresenta la palese sconfitta delle politiche commissariali attuate negli ultimi 10 anni in Calabria, dove è peggiorata la qualità dei servizi erogati, sono aumentati i viaggi della speranza e si è avuto il blocco del turn over. Piuttosto che commissariare ancora, addirittura aumentando i termini a 24 mesi, non sarebbe stato meglio pensare ad un piano straordinario per l'adeguamento dei tanti ospedali chiusi o sottoutilizzati?" Lo ha detto nell'Aula del Senato la vicepresidente del gruppo di Forza Italia, Maria Rizzotti, intervenendo sul dl Calabria. "Un commissariamento che aveva denunciato già Jole Santelli, che ieri avrebbe compiuto 52 anni, in una lettera del 13 settembre in cui aveva proposto collaborazione e si sarebbe assunta ogni responsabilità. La sensazione che abbiamo oggi è che il governo sia preso solo dalla bramosia di gestire direttamente la sanità e le sue poltrone. Siamo qui a discutere dunque di un decreto - ha aggiunto la senatrice Fi -, in cui si affidano 440 mln di soldi pubblici ancora una volta al commissario Arcuri senza alcun controllo e con la tutela di uno scudo penale, negato invece ai medici e al personale sanitario. E in cui si mandano a casa 70 professionisti dipendenti di Agenas che invece, dopo 10 anni di precariato, avrebbero potuto finalmente essere stabilizzati. Tutto ciò è vergognoso. Questo decreto - ha concluso la senatrice Rizzotti - non tutelerà il diritto alla salute dei calabresi".


"Il decreto che proroga il commissariamento della Sanità calabrese per ulteriori due anni viola apertamente diversi principi costituzionali, in primo luogo quello che prevede la leale collaborazione tra enti territoriali e lo Stato e la sussidarietà. La Regione invece viene privata di svolgere la sua funzione ed i suoi legittimi poteri. Inoltre, il commissarimento è finalizzato al mero rientro del debito senza tenere in alcun conto la necessità di garantire le cure ed una sanità all'altezza ai calabresi sul loro territorio. Ecco perché chiediamo il non passaggio agli articoli". Lo ha chiesto in aula la senatrice di Forza Italia Fulvia Caligiuri, illustrando la proposta di non passare all'esame degli articoli del dl Calabria che prevede la proroga del commissariamento della Sanità calabrese. "Dopo i fallimenti di ben undici anni di commissariamento - ha aggiunto Caligiuri - l'unico provvedimento da fare d'intesa con tutte le forze politiche era la restituzione della gestione della sanità alla Regione".


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