






di CATERINA MURACA
Un pomeriggio intenso, costruito tra parole, immagini, riflessioni e palcoscenico. Il progetto Gutenberg ha regalato al Teatro Comunale di Catanzaro due momenti diversi ma profondamente legati dallo stesso filo conduttore: la capacità dei giovani di reinterpretare il presente attraverso la cultura.
Alle 17:45 il sipario si è aperto su “In volo con la Biga Alata”, un percorso creativo nato dai laboratori di filosofia con i bambini. Non una semplice rappresentazione, ma un viaggio simbolico dentro le grandi domande dell’uomo: il disordine del mondo, la crisi ambientale, il rapporto con l’intelligenza artificiale e il bisogno di rinascita.
Le voci dei ragazzi hanno attraversato il teatro come un dialogo continuo tra passato e futuro. Da Edipo Re a Sofocle, fino al monologo “Dalla Catastrofe al Mondo Nuovo – Dalla Catastrofe Ambientale alla Rinascita”, la scena si è trasformata in uno spazio di confronto dove il mito antico ha incontrato le inquietudini contemporanee. Suggestive anche le riflessioni dedicate all’IA e le ironiche incursioni nelle Baruffe sull’Olimpo, che hanno alleggerito il tono senza perdere profondità.
Ad accompagnare il tutto, gli intermezzi musicali curati dagli studenti del Convitto Galluppi, capaci di dare ritmo ed emozione a una narrazione collettiva che ha coinvolto il pubblico dall’inizio alla fine.
Poi, alle 18:00, l’attenzione si è spostata sul laboratorio teatrale del Liceo Classico Galluppi, protagonista della presentazione dello spettacolo dedicato ad Antigone. I ragazzi hanno illustrato la loro personale rivisitazione dell’opera di Sofocle, mostrando come un testo antico possa ancora parlare al presente con sorprendente forza.
Attraverso il lavoro del laboratorio teatrale, Antigone è diventata il racconto di un conflitto eterno: quello tra legge e coscienza, tra autorità e libertà individuale. Gli studenti hanno raccontato il percorso creativo che li ha portati a reinterpretare il classico in chiave moderna, dando voce alle fragilità e alle inquietudini delle nuove generazioni.
Sul palco non c’era soltanto una prova teatrale, ma il segno concreto di una scuola viva, capace di trasformare la letteratura in esperienza, il teatro in partecipazione e la cultura in uno spazio autentico di crescita.
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