È stato selezionato per partecipare alla 63 esima edizione del Premio Campiello, Confindustria Veneto, l’ultimo libro della scrittrice Maria Primerano: “Buon Natale Puccini – Giacomo Puccini lo sciupa femmine – cicalata”, Helicon Edizioni, Arezzo, omaggio al musicista lucchese per i 100 anni dalla morte. “Un grande onore essere selezionati per il Premio Campiello. Per me è già una vincita tutto questo” – dichiara l’autrice. “Buon Natale Puccini” trae il titolo dall’arrivo del compositore nel presepe di Napoli, a fine novembre, il 29 per l’esattezza, proprio quando cade il suo anniversario di morte. Un escamotage che permette all’autrice di collocare il personaggio al centro della esuberante comunità napoletana ed essere subito oggetto della curiosità della sua gente.
Da qui tutta una serie di circostanze e occasioni che in maniera rocambolesca arrivano fino alla fine, alla nascita del “ninno”, il Bambino Gesù, il 24 dicembre e fanno del racconto un testo piacevole e divertente, pieno di aneddoti, zeppo di stralci di corrispondenze del lucchese con le donne, di cui era grande ammiratore e seduttore. Tant’è che, arbitrariamente, la stessa autrice non esita a definire l’autore de La Bohème, scherzosamente, babbasùn, ossia ingenuo, visto che, dopo i tanti corteggiamenti e le tante storie vissute fuori dal matrimonio, ci rimise spesso le penne.
Ma ecco un piccolo estratto del libro in cui il compositore racconta del matrimonio con Elvira e dei suoi alti e bassi tra nomignoli affettuosi, ma anche tanti piatti e bicchieri per aria, sedie, ombrelli e fronte spaccata …
"Ciupi era il vezzeggiativo che aveva creato per lei e Ciupi spesso diventava lui per lei. Quante donne! E quante mi cercano e mi vogliono! Anche vecchietto si trova volendo e come! ... Basterebbe alzassi un dito … e che forme le donne di qui, che culi sporgenti e che personali, che capelli! Robba da far drizzare il campanil di Pisa! Ciao, vado a letto; Elvira c’è già se no non scrivevo quello che ho scritto. Otelleggia sempre ma io le faccio pulite. Silenzio e straccia.
Io sono innamorato sempre, innamorato come a vent’anni! Il giorno in cui non lo sarò più fatemi il funerale! Se comandassi io, parola d’onore, promulgherei una legge per dare facoltà ai compositori di musica di prendere una nuova moglie ogni cinque anni. E mi pare d’esser modesto…"
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