
di CATERINA MURACA
Un viaggio tra storia, emozione e profondità marine: il Rotary Club Catanzaro ha proposto un nuovo appuntamento culturale dedicato alla memoria nascosta nei fondali calabresi. Presso la sede di via Bambinello Gesù, si è svolta la presentazione della presentazione fotografica “Anime di ferro”, opera suggestiva realizzata da Massimiliano Salvatori.
L’iniziativa si inserisce nel tema rotariano dell’anno, “Uniti per fare del bene – In viaggio, uniti verso il Rotary di domani”, che invita a coniugare visione futura e valorizzazione delle radici culturali del territorio.
Ad aprire l’incontro è stato il presidente del Club, Ferdinando Saracco, che ha richiamato il valore simbolico del mese di marzo, dedicato all’acqua. Un’occasione per ribadire l’impegno del Rotary nei progetti di educazione e sostenibilità, orientati a generare cambiamenti duraturi. Tra le iniziative concrete, Saracco ha ricordato la realizzazione di un depuratore presso l’Istituto Galluppi di Catanzaro, insieme ad altri interventi previsti in città e ad Amantea.
A moderare l’incontro è stato Fabio Scavo, che ha guidato il dialogo con riflessioni sul rapporto tra uomo e mare, sottolineando come “il mare sia il miglior depuratore di se stesso”, ma anche un ecosistema da rispettare e proteggere.
Il cuore della serata è stato il racconto di Massimiliano Salvatori, che ha accompagnato il pubblico in un’immersione tra oltre 150 relitti censiti lungo le coste calabresi, dal Tirreno allo Ionio. Un percorso che attraversa epoche diverse, dalle testimonianze dell’antichità fino ai relitti dei conflitti moderni: navi da guerra, petroliere, sottomarini e imbarcazioni dimenticate.
Attraverso immagini evocative e narrazioni intense, “Anime di ferro” restituisce ai relitti una doppia dimensione: documentaria e poetica. Tra i siti citati, il relitto del Cosala di Soverato, i fondali dello Stretto di Messina, le acque di Le Castella – dove giace una nave dalla storia ancora incerta – fino alle presenze sommerse tra Roccella Ionica e Paola.
La passione di Salvatori nasce da lontano, trasmessa dal padre e coltivata sin da bambino, quando il gioco lo aiutò a superare la paura del mare profondo e degli scogli. Da apneista a esploratore subacqueo, ha trasformato la curiosità in ricerca e la ricerca in racconto visivo.
Particolarmente toccante il ricordo di un episodio, definito dallo stesso autore “92 minuti infiniti”, durante il quale ha rischiato la vita. Un’esperienza che, anziché fermarlo, ha rafforzato la sua determinazione a continuare a esplorare e a documentare.
Accanto all’attività di ricerca, Salvatori porta avanti anche un impegno concreto per la tutela dell’ambiente marino, contribuendo alla rimozione di plastiche e rifiuti dai fondali.
L’evento si è confermato così non solo come un momento culturale, ma anche come un invito a guardare il mare con occhi nuovi: non soltanto risorsa naturale, ma archivio vivente di storie e identità.
Il Rotary Club Catanzaro rinnova così la propria missione: promuovere conoscenza, consapevolezza e amore per il territorio, nella convinzione che il futuro passi anche dalla riscoperta delle proprie radici.
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