
PREMESSA - Humanitas Dei. Due parole latine che dicono una cosa sola: Dio si è fatto uomo. Non è rimasto a guardarci da lontano. È entrato nella nostra carne, nella nostra fatica, nel nostro tempo. È un concetto antico come il Vangelo e sempre nuovo. La teologia lo chiama Incarnazione. La filosofia lo chiama dignità dell’uomo. Il Papa lo ripete oggi: Dio ha scelto di essere uno di noi. Humanitas Dei vuol dire che la fame di Gesù è sacra, che le sue lacrime contano, che la sua stanchezza benedice anche la nostra. Qui non parliamo di idee. Parliamo di un Dio che ha camminato con i piedi nella polvere.
1. LA TENEREZZA DELL'UOMO-DIO
Humanitas Dei si vede nella tenerezza di Gesù. Aveva fame nel deserto e chiedeva da bere alla samaritana. Dormiva stanco sulla barca e piangeva davanti alla tomba di Lazzaro. Si commuoveva vedendo la folla. Non rimproverava chi sbagliava, si avvicinava. Ha lavato i piedi ai discepoli. Ha guardato Pietro dopo il tradimento senza condannarlo. Se Dio si è fatto così vicino, allora anche la stanchezza, le lacrime e gli affetti dell’uomo hanno valore. Niente della vita umana gli è estraneo.
2. LA VITA QUOTIDIANA DELL'UOMO-DIO
Humanitas Dei si vede anche nella vita di tutti i giorni di Gesù. Ha lavorato. È andato alle nozze di Cana e ai funerali degli amici. Si è seduto a tavola con pubblicani e peccatori. Camminava per le strade e parlava nelle piazze. Ha scelto di vivere accanto agli uomini, condividendo ogni cosa. Ha santificato il lavoro, la festa, il dolore e la stanchezza. Non ha evitato il dolore dell’uomo, lo ha preso su di sé. Qui si rivela il mistero: Dio si fa carne per condividere fino in fondo la nostra fragilità.
3. LA MISERICORDIA DELL'UOMO-DIO
Humanitas Dei è Dio che si china. Si ferma, tocca, piange con chi piange. Non condanna, non fugge. Si sporca le mani col fango dell’uomo e perdona prima che venga chiesto. Sulla croce si dona tutto, fino all’ultimo respiro. Ecco Dio: un Padre che corre incontro per guarire il peccato dell’umanità.
CONCLUSIONI - In Cristo tutto si compie sulla croce. Lì la parola tace, la potenza si dona, la gloria si fa ferita. Humanitas Dei risplende nel legno: Dio non si salva, ma salva. Non domina, ma si svuota. La croce è trono. È dove l’amore vince il peccato. E il sepolcro vuoto proclama: la morte è vinta. La gloria dell’Uomo-Dio è dare la vita.
Mi sono fermato
davanti alla croce.
Lì ho visto Dio
che si china,
che non fugge.
Ho visto l'Uomo-Dio
svuotarsi
fino all’ultimo respiro.
Ed ho pensato:
il sepolcro è vuoto.
È annuncio eterno!
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