Il messaggio semplice di Don Piero Scicchitano: "Noè"

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  10 settembre 2026 13:28

di DON PIERO SCICCHITANO

PREMESSA
Dopo Lamech, l'uomo della fatica che spera consolazione, viene presentato suo figlio Noè. Il suo nome significa proprio riposo, consolazione. Ma la consolazione che porta non è quella che il padre immaginava. Non è un raccolto più abbondante, è un'arca in mezzo al diluvio. La sua storia inizia così: "Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra... Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore" (Cfr Gen 6,5-9).


1. LA CONSOLAZIONE INATTESA
Lamech aveva detto di Noè: "Costui ci consolerà". Si aspettava un figlio che rendesse il lavoro meno duro, la terra meno maledetta. Invece Noè nasce e il mondo peggiora, non migliora. La malvagità cresce così tanto che Dio si addolora di aver fatto l'uomo. La consolazione promessa non arriva come un sollievo, arriva come un diluvio. Da qui si insegna una cosa: Dio non sempre toglie la fatica, a volte dona un'arca per attraversarla.


2. LA GRAZIA
Di un mondo intero corrotto, la Bibbia salva una sola frase per Noè: "Trovò grazia agli occhi del Signore" (Gen 6,8). Non dice che Noè era perfetto, senza peccato. Dice che è stato guardato con amore. In ebraico, Noè e grazia sono la stessa parola al contrario: Noè è Noach, grazia è chen. Noè è l'uomo sotto l'azione della grazia. Non si salva da solo. È Dio che lo guarda per primo.


3. L'OBBEDIENZA
Dio gli dice: costruisci un'arca. Noè non discute, non chiede spiegazioni. Costruisce. Sotto gli occhi di tutti che lo prendono per matto. La fede di Noè non è sentire, è fare. Obbedire quando non si capisce è la forma più alta di fiducia. Non costruisce perché ha capito, ma perché si fida. E quell'arca, che sembrava follia, diventa l'unica cosa che salva.


CONCLUSIONE
Alla fine Noè esce dall'arca e la prima cosa che fa è un altare. Non una casa, non una festa. Un altare. Ha capito che non si ricomincia da sé, si ricomincia da Dio. E Dio risponde con l'arcobaleno: non vi distruggerò più. Noè insegna questo: quando tutto crolla, Dio non toglie dal diluvio, insegna a galleggiarci dentro.

E dopo il diluvio,
resto.
Ho visto l'acqua coprire tutto:
le mie sicurezze, i miei piani.
E ho capito che non ero io
a tenermi a galla.
Eri Tu.
Sei sempre stato Tu,
mio Dio!

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