Il peperoncino, simbolo dell’identità calabrese: a Serra San Bruno un convegno tra cultura, tradizione e salute

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  18 ottobre 2026 14:50

Il peperoncino non è soltanto un ingrediente della cucina calabrese, ma un autentico simbolo di appartenenza, capace di raccontare la storia, le tradizioni e l’identità di un territorio. È questo il messaggio emerso dal convegno “Il peperoncino come elemento identitario”, ospitato nei locali della Fondazione Chimirri di Serra San Bruno e organizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Civitas Bruniana.

Un appuntamento che ha richiamato un pubblico numeroso e attento, offrendo l'occasione per approfondire le molteplici dimensioni di un prodotto che, nel corso dei secoli, è diventato uno degli elementi più riconoscibili della cultura gastronomica regionale.

Ad aprire i lavori è stato il presidente della Fondazione Chimirri, l'avvocato Gianfranco Procopio, che ha sottolineato come il peperoncino rappresenti qualcosa di più di una semplice eccellenza alimentare. Il suo significato, infatti, si estende alla dimensione culturale e simbolica, fino a diventare espressione di un patrimonio di conoscenze, abitudini e tradizioni profondamente radicato nella società calabrese.

Particolare attenzione è stata dedicata anche agli aspetti scientifici e nutrizionali. Il dottor Giuseppe Pipicelli, già direttore dell'Unità operativa complessa di Diabetologia e Dietologia dell'Asp di Catanzaro e socio onorario dell'Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, ha illustrato le caratteristiche del peperoncino e il ruolo delle sue componenti bioattive, evidenziando l'interesse che questo alimento riveste nell'ambito della nutrizione e della ricerca scientifica.

Tra i protagonisti dell'incontro anche Giancarlo Suriano, produttore e autore di pubblicazioni dedicate al peperoncino, che preferisce definirsi un vero e proprio artigiano del peperoncino. Una scelta di parole che racchiude una precisa filosofia produttiva, fondata sul rispetto delle tradizioni, sulla cura dei dettagli e sulla valorizzazione della qualità.

Nel corso del suo intervento, Suriano ha ripercorso le origini storiche del peperoncino, la sua diffusione in Italia e il progressivo radicamento nelle regioni meridionali, con particolare riferimento alla Calabria. Spazio anche all'analisi delle caratteristiche del prodotto, dalla capsaicina ai carotenoidi e agli antiossidanti presenti nei suoi tessuti vegetali.

Durante il convegno è stato inoltre richiamato il riconoscimento europeo IGP del Peperoncino di Calabria, indicato dagli organizzatori come un importante risultato del 2026 per la valorizzazione della produzione regionale.

Ma uno degli aspetti più significativi della riflessione proposta da Suriano ha riguardato il rapporto tra qualità e tempo. Il tempo, secondo il produttore, rappresenta l'ingrediente fondamentale del peperoncino: un elemento imprescindibile per rispettare i processi naturali, preservare le caratteristiche del prodotto e ottenere risultati capaci di distinguersi.

Una considerazione che assume anche un significato più ampio, richiamando la necessità di difendere le produzioni artigianali e i saperi tradizionali in un mercato sempre più orientato alla rapidità e alla standardizzazione.

Il confronto si è concluso con le domande e gli interventi del pubblico, a conferma dell'interesse suscitato da un tema che intreccia alimentazione, cultura, economia e identità territoriale.

In chiusura, il presidente Gianfranco Procopio ha annunciato l'intenzione di costituire, presso la sede della Fondazione Chimirri, una delegazione dell'Accademia del Peperoncino. Una prospettiva che potrebbe contribuire a rafforzare le iniziative di promozione e divulgazione dedicate a uno dei prodotti simbolo della Calabria.

Perché raccontare il peperoncino significa, in definitiva, raccontare anche la Calabria: il rapporto con la propria terra, la capacità di custodire le tradizioni e il valore di un'identità che continua a esprimersi attraverso i suoi prodotti più autentici.