
di FRANCESCO RIGHINI
Seguendo da tempo le vicende che coinvolgono gli sviluppi sul centro storico cittadino, luogo haimé portato alla disperazione da una insipienza politica senza pari, ho deciso di ascoltare il dibattito promosso ieri dal vostro giornale sul sensibile tema.
Il dibattito era presenziato da due illustri ospiti, Francesco Mazza che con coraggio ha dato vita in quel luogo all’apertura di una nuova libreria e Daniela Palaia, consigliera comunale delegata alla valorizzazione del brano urbano più esclusivo della Città.
Ho molto apprezzato l’autorevolezza e l’arguzia che ha consentito ad un abile moderatore di condurre un dibattito che in più occasioni sarebbe sconfinato in ambiti estranei al tema per via delle oggettive difficoltà di un consigliere comunale che provava a sfuggire alle pungenti domande del giornalista.
L’interesse ad ascoltare i relatori era ancor più accresciuto nell’apprendere dalla lettura dell’articolo che il colto imprenditore avrebbe fatto conoscere alcune brillanti idee che, a suo dire, potrebbero porre fine al devastante trend che ha portato negli ultimi anni alla chiusura di alcuni storici esercizi commerciali.
Devo tuttavia confessarLe che sin dalle prime battute percepivo che lo sforzo del coraggioso imprenditore si scontrava con la mancata conoscenza di una materia ostica, persino per quanti, per mestiere, si occupano di urbanistica.
Non volendo scalfire la suscettibilità di chi comunque merita un apprezzamento per avere speso parte del suo tempo in favore della Città, mi limiterò a suggerire all’imprenditore di intensificare la pratica della nobile lettura.
Nel merito della fantasiosa proposta di creare in quell’area una ZTL, posso con certezza affermare che per provare a far rinascere la socialità di strada, come anche per porre rimedio all’incombente dramma vissuto dai commercianti di quell’area, la scelta più devastante sarebbe quella pensata dal concittadino, sic!
Con tutta evidenza questo Signore dimostra di non conoscere i principi e le finalità che sorreggono scelte di tale fatta e, auspicando di riuscire a fare chiarezza sui principi e le finalità annunciate, mi limiterò a riferire che:
- Dalla manualistica corrente di settore può agevolmente rilevarsi che le zone a traffico limitato hanno il vantaggio di ridurre il traffico veicolare e quindi l’inquinamento, migliorando la qualità dell’aria e la vivibilità dei centri urbani, incoraggiando l’uso di mezzi di trasporto alternativi;
- tuttavia, causano disagi alla viabilità periferica e potenziali cali di affluenza per le attività commerciali locali con conseguenti possibili perdite per le attività a causa di una minore accessibilità.
Preferisco non andare oltre per non annoiare i lettori.
Quanto alla distratta delegata che con insolita fretta ha dimenticato che tra i tanti proclami elettorali sbandierati dalla propria compagine vi era la creazione di un’isola pedonale annunciata e subito dimenticata, la inviterei a riflettere sui mancati impegni per molteplici ragioni.
Per la migliore comprensione, mi limiterei a riferire che le isole pedonali, quando ben progettate e inserite nel contesto urbano di riferimento, producono significativi effetti positivi sia nel breve che nel lungo periodo, agendo come strumenti di rigenerazione urbana e miglioramento della qualità della vita.
Tuttavia comprendo piuttosto bene che la variopinta compagine amministrativa che ci governa da quattro lunghi anni, non avrebbe mai potuto spingersi a soluzioni così tanto innovative, trattandosi di scelte coraggiose che specialmente in fase di implementazione possono generare dubbi e criticità.
Questi amministratori pubblici dimostrano con evidenza di ignorare le ricadute economiche e sociali prodotte dalle isole pedonali in rapporto al conseguimento di un miglioramento della:
- Vitalità economica: le aree pedonali aumentano il flusso pedonale (dal 20% al 40% in più), favorendo la frequentazione di negozi, ristoranti e attività commerciali;
- Valorizzazione immobiliare: La riqualificazione delle strade pedonali stimola gli investimenti immobiliari e la rigenerazione di zone in declino;
- Valorizzazione sociale: Creano spazi accoglienti che incentivano la vita comunitaria, la socializzazione e l'uso di mobilità alternativa (bici, monopattini).
In ultimo ricorderei alla consigliera delegata che le isole pedonali sono fondamentali per trasformare le città in luoghi più vivibili e sostenibili, ma richiedono una pianificazione attenta per gestire i potenziali disagi a residenti e commercianti.
A tale riguardo sarebbe utile che l’illuminata amministratrice facesse conoscere alla cittadinanza le linee guida di uno sconosciuto PSC, gestito peraltro in modo improprio ed affidato con modalità del tutto irrituali ad un generoso architetto veneto che, offrendosi di operare a titolo gratuito, a dar conto alle voci di corridoio del Palazzo, parrebbe aver finora percepito rimborsi spese prossimi al mezzo milione di euro, sic!
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