Il ruggito del Ceravolo contro l'Empoli: Aquilani si gode il suo Catanzaro "Extra-normale"

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images Il ruggito del Ceravolo contro l'Empoli: Aquilani si gode il suo Catanzaro "Extra-normale"


  08 marzo 2026 18:43

di FILIPPO COPPOLETTA

Fuori l’eco dei festeggiamenti. Dentro l'aria di orogolio e soddisfazione. Nella sala stampa del Ceravolo c'è tanta positività per una rimonta folle, un 3-2 strappato all’Empoli con le unghie e con il cuore. Alberto Aquilani si presenta ai microfoni con la lucidità di chi sa di aver compiuto, insieme ai suoi ragazzi, qualcosa che va oltre la semplice cronaca sportiva. Non c’è spazio per i trionfalismi banali ma per l'analisi profonda di un tecnico che sta plasmando una realtà capace di guardare tutti dall'alto con la forza delle idee.

L'incipit di Aquilani è un misto di rimprovero e consapevolezza tattica. Quel gol subìto dopo appena trenta secondi per un'ingenuità "brutta" avrebbe potuto ammazzare chiunque, ma non questo Catanzaro. Il tecnico romano respinge con forza l'idea di una squadra senza anima nel primo tempo. Il problema - spiega - non erano le idee, ma il ritmo, troppi controlli all'indietro, troppa timidezza nel puntare l'avversario quando l'Empoli chiudeva gli spazi centrali. Negli spogliatoi, però, non sono servite urla drammatiche. È bastato chiedere di alzare l'energia, di usare la testa per far correre le gambe e di trasformare quella "sufficienza" nei passaggi in una marcia ferocemente diversa.

Il secondo tempo è stato il manifesto della maturità giallorossa. Aquilani sottolinea con orgoglio la capacità dei suoi di non sporcare eccessivamente la gara, di rimanere lucidi anche sotto di due gol. Cita le sovrapposizioni di Antonini, la spinta di Cassandro e quel cambio azzeccato che ha dato respiro alla manovra, ma il suo elogio più sentito è per Filippo Pittarello. Il tecnico rivendica con un sorriso il merito di aver creduto in lui fin dall'8 luglio, quando in pochi avrebbero scommesso su margini di miglioramento così devastanti. Oggi Pittarello non ha solo messo a segno una incredibile doppietta, ma ha trascinato, confermando le intuizioni di un allenatore che guarda oltre il tabellino dei marcatori.

C'è poi il dato che fa brillare gli occhi ai tifosi e riflettere gli addetti ai lavori. I 18 punti di vantaggio su un Empoli costruito con ben altre risorse economiche. Aquilani definisce questo divario come qualcosa di "extra-normale", un miracolo sportivo figlio di una mentalità che non vuole mollare un centimetro. Nonostante le tre partite in sette giorni, la squadra ha risposto fisicamente con una prepotenza che ha fatto felice lo staff atletico, dimostrando che questo Catanzaro ha ancora "marce" da inserire.

In chiusura, mentre la classifica sorride con un distacco rassicurante sulle inseguitrici, Aquilani preferisce restare ancorato al presente, citando quasi come un mantra la filosofia Spallettiana: il sogno non è il traguardo lontano, ma la prossima sfida contro il Padova.


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