Il Santuario di Torre di Ruggiero colpito da un fulmine, il sindaco: "Poteva essere un disastro"
16 marzo 2026 13:56
Torre di Ruggiero, incendio al Santuario: “Poteva essere un disastro”
Il sindaco Vito Roti tra i primi a intervenire, era casualmente nei pressi del complesso religioso quando è scattato l’allarme. Il suo racconto: “Decisiva dopo il fulmine la tenuta di una porta interna e il rapido arrivo dei vigili del fuoco”
“Poteva essere un disastro”. È la sintesi più efficace di quanto accaduto al Santuario di Torre di Ruggiero, colpito da un fulmine che avrebbe innescato un incendio nella parte laterale del complesso religioso. Solo una serie di circostanze favorevoli, insieme al rapido intervento dei soccorsi, ha evitato conseguenze devastanti per uno dei luoghi più identitari e sentiti della comunità e dell’intera Calabria.
Tra i primi ad accorgersi della gravità della situazione c’è stato proprio il sindaco Vito Roti, che si trovava a cena, casualmente, già nei pressi del santuario nel momento in cui è scattato l’allarme. Dopo una violenta scarica avvertita poco prima, il primo cittadino ha notato il precipitare degli eventi fino a vedere le fiamme uscire da una porta laterale della struttura. Da lì l’immediata attivazione dei soccorsi e la gestione dei primi momenti di emergenza.
Secondo la sua ricostruzione, il rogo si è sviluppato nella parte laterale bassa e sinistra del complesso, mentre il fumo ha invaso anche la zona della chiesa. A evitare il peggio sarebbe stata soprattutto la resistenza di una porta interna che separava l’accesso secondario dall’area principale: se anche quella barriera avesse ceduto, l’incendio avrebbe raggiunto in breve tempo la chiesa, con i suoi arredi e le strutture lignee, provocando danni ben più gravi.
Il sindaco ha parlato apertamente di uno scenario che avrebbe potuto avere esiti drammatici, soprattutto se l’incendio si fosse sviluppato nelle ore notturne, senza che nessuno potesse accorgersene in tempo. Proprio la presenza di alcune persone in zona e il pronto allarme lanciato subito dopo hanno consentito di contenere una situazione che rischiava di degenerare rapidamente.
I vigili del fuoco, impegnati in quelle stesse ore anche su altri fronti legati al maltempo, sono intervenuti in tempi rapidissimi, riuscendo a circoscrivere le fiamme e a mettere in sicurezza l’area. Fondamentali anche le prime verifiche svolte sul posto, mentre restano evidenti i danni riportati dalla zona colpita: ambienti anneriti, materiali distrutti, arredi compromessi e area transennata.
L’ipotesi più accreditata è che all’origine dell’incendio vi sia stato proprio il fulmine, che avrebbe colpito l’area del santuario danneggiando i contatori e gli impianti elettrici, fino a provocare l’innesco del rogo. Saranno comunque gli accertamenti tecnici a chiarire in modo definitivo la dinamica.
Nel frattempo, il Comune segue gli sviluppi per gli aspetti di competenza amministrativa, con ulteriori verifiche attese nelle prossime ore per valutare lo stato dei luoghi e gli eventuali provvedimenti necessari. Ma il dato che emerge con forza, oltre al danno subito, è un altro: il santuario è stato seriamente ferito, ma una concatenazione di circostanze favorevoli e la tempestività dei soccorsi hanno evitato un disastro.
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