In ricordo delle vittime di mafia. Apollonia Nanni: "Carlo Alberto Dalla Chiesa: l'esempio di un uomo, l'indifferenza di uno Stato"

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Carlo Alberto Dalla Chiesa

  21 marzo 2021 14:47

di APOLLONIA NANNI

Oggi 21 Marzo, si celebra la Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, io voglio ricordarle attraverso questo mio tributo:

Le mafie cambiano le forme, si insinuano nella società con forme nuove, ma il risultato non cambia.

Spesso si suole dire: “CENTO DI QUESTI GIORNI”; “CENTO DI QUESTI ANNI”…. Poi ci sono i “cento colpi di spazzola” della scrittrice Melissa P. I “cento giorni” “cento anni” di una canzone di qualche tempo fa di Caterina Caselli. Ma il numero “cento” spesso foriero di roseo e provvido futuro non lo è stato per i “CENTO PASSI” di Peppino Impastato vittima della mafia; e per “CENTO GIORNI A PALERMO”!

Sicuramente ricordato per più tragici avvenimenti sconvolgenti che hanno colpito al cuore gli italiani scaltri e onesti! A tale proposito vi voglio raccontare! Voglio ricordare , a trentasette anni dalla sua scomparsa un grande uomo: CARLO ALBERTO DALLA CHIESA. Il film-documento: “CENTO GIORNI A PALERMO”, mi ha procurato forti emozioni , commozione ed una infinita tristezza, evidente e terrificante realtà di omicidi eccellenti di mafia, tra i molti, caduti sotto la raffica dei mitra ad opera di mani impietose, Pier Santi Mattarella, fratello dell’attuale presidente della repubblica italiana MATTARELLA, il generale dei carabinieri prima e prefetto di Palermo negli anni di piombo CARLO ALBERTO DALLA CHIESA, noto per il suo impegno contro il terrorismo delle brigate rosse prima e alla mafia poi. Uomo animato da passione per il suo lavoro la sua missione onesto e trasparente pur consapevole del pericolo incombente era proiettato in tutto il suo essere nel voler cambiare le sorti nefaste di PALERMO  della SICILIA di allora. Ma nonostante e soprattutto per questo suo obiettivo edificante, è caduto anch’egli vittima della mafia, insieme alla giovane moglie Emanuela Setti Carraro, la sera del 3 Settembre 1982, crivellato da colpi mortali inflitti da menti senza scrupoli e senza alcuna pietà, nell’indifferenza delle istituzioni e dello Stato.

Il mio pensiero va ai familiari di Dalla Chiesa, Nando, Rita e Simona che hanno perso un padre esemplare per loro, scomodo per alcuni. Il padre. E all’ITALIA privata di un uomo onesto che sicuramente col suo impegno civile etico e morale sempre in prima linea avrebbe cambiato le sorti della Sicilia  e dell’ITALIA tutta! Questi “caduti” di mafia apparterranno per sempre al PANTHEON degli eroi, ed è doveroso non dimenticare. Mai.

A mio parere “CENTO GORNI A PALERMO” dovrebbe essere proiettato in tutte le scuole d’ITALIA affinchè sia portato a conoscenza degli uomini di domani, per distinguere il bene dal male , e improntare la propria vita su fondamenta solide di onestà e accentrarsi soprattutto a crescere e formarsi in una famiglia sana, da qui il futuro! Per ricordare! Per poter dire con fierezza Cento di questi giorni verso la libertà!  “Verità e potere non coincidono mai” (ROBERTO SAVIANO).

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