
Dieci imputati in abbreviato, di cui 3condannati e 7 assolti. Fra questi c'è il medico veterinario dell'Asp di Catanzaro Luciano Conforto. La decisione non è stata appellata ed è dunque diventata definitiva. Parliamo dal topicidio, della grande inchiesta sui progetti di ricerca negli stabulari gestiti dall'UMG di Catanzaro. Un'indagine, del non lontano gennaio 2025, che ha scosso l'opinione pubblica. E che adesso fa i conti con i numeri. Abbiamo intervistato Conforto negli studi de 'La Nuova Calabria'.
Quali erano le accuse? Due capi di imputazione?
"Io avevo due capi di imputazione. Il primo capo erano tutte e due ipotesi collegabili a un falso. Nella compilazione dei verbali, perché i veterinari dell'ASL ovviamente dovevano verificare la correttezza nello svolgimento di una procedura e praticamente noi non abbiamo riportato a verbale una dichiarazione fatta dal veterinario dello stabulario e dal presidente dell'Organismo per il Benessere degli Animali, che era riconducibile, in sostanza, a un fatterello. Diciamolo: a nove topi? Sono nove topi. Come l'ha chiamato il Pubblico Ministero? Un topicidio! Sono riferibili a nove topi, ma il reato non riguardava i nove topi. Quella cosa, paradossalmente, riguardava un falso che noi non avevamo riportato a verbale. Come era? Perché, secondo l'ipotesi, questo verbale sarebbe stato suggerito. Concordato con il presidente dell'OPBA e con il veterinario designato".
Quindi, per questi nove topi, da cui poi è arrivato questo verbale, ma innanzitutto pare di leggere dalla sentenza, tra l'altro si dice "Conforto del quale era nota la rigidità e l'affermazione nell'ambiente", quindi lui è uno che è discolo e ortodosso, non è uno così facilone, diciamo così, uno che chiude un occhio?
"No, questo no. È una prerogativa che mi porto da quando sono entrato nell'azienda sanitaria, quindi sono abbastanza conosciuto nell'ambiente proprio per essere, utilizzo il suo termine, discolo e quindi non facile né tanto meno da avvicinare, né tanto meno ad avere nessun tipo di condizionamenti. Ma torno a ripetere: lei giustamente dice come è iniziato. Basta il dato iniziale dell'inchiesta, dell'abbreviato: 10 imputati, 7 assolti. Basta questo a dire che non meritavamo di andare sulle prime pagine dei giornali nazionali, non meritavamo di andare sui telegiornali nazionali. Ne hanno parlato anche nella Comunità Europea, c'è stato anche un servizio in Spagna e in Francia, su questa vicenda che è a dir poco grottesca. Perché chi veramente ha letto le carte non può definirla grottesca. Un'indagine è nata sul nulla. Chi ha appena avuto un giudice che ha letto le carte, un magistrato che ha letto le carte, nell'immediato l'ha subito cassata. La cosa spaventosa è che non si capisce il motivo per cui c'è stata quest'indagine, almeno per un momento".
Si è fatta un'idea?
"Sì, è un'idea che noi dall'azienda sanitaria siamo molto marginali rispetto all'ipotesi che circola. Chiariamo che sullo stabulario c'erano questi progetti di ricerca in capo all'università, l'ASP di Catanzaro residualmente doveva effettuare delle verifiche. Neanche, partiamo dal fatto che è una normativa molto complessa, questa, e loro hanno giocato sulla complessità della normativa che ha condotto le indagini in questo modo, almeno al momento, in modo molto superficiale, non concentrandosi solo su un'ipotesi di reato e neanche sentendoci a sit (sommarie informazioni). La cosa che mi fa arrabbiare è proprio questo: tu fai un'indagine, ti danno una delega d'indagine, c'è un imputato, lo vuoi ascoltare a sit almeno per farti un'idea, per capire? Si indaga, si chiama chi potrebbe aver commesso un reato, si cerca di capire e poi direttamente al progetto".
Questo è un tema che io ormai, seguendo non la cronaca giudiziaria ma la pubblica amministrazione, però incidentalmente quando c'è un'inchiesta come questa che riguarda una pubblica amministrazione, perché l'università, l'ASP di Catanzaro sono pubbliche amministrazioni, come sono la Regione, il Comune, quindi gli enti locali, mentre su ipotesi di reato che riguardano la criminalità organizzata, la pura criminalità organizzata, la qualità delle indagini si nota, quando ci sono inchieste spurie, criminalità organizzata più qualche colletto bianco, o in questo caso legata alla pubblica amministrazione, obiettivamente, questo è il mio giudizio personale, secondo me le indagini non sono esattamente all'altezza, perché forse alcune normative non sono ben comprese dall'organo inquirente.
"L'idea che mi sono fatto è che si parte sempre dal fatto che nell'azienda sanitaria provinciale c'è sempre l'assenteista, quello che esce a prendersi il caffè, quello che ha una storia particolare da questo punto di vista e quindi parte già con un gap negativo all'origine. Il riferimento al capoluogo rosso, sia ASP di Catanzaro che ex Pugliese, adesso è Dulbecco. Ogni volta che c'è, a mio avviso, qualcosa che riguarda un'azienda sanitaria, a me non può sembrare: c'è sempre una forma di particolare attenzione e una particolare attenzione, come dire, un pregiudizio di aggressività. Poi, se anche il più discolo, utilizzando il suo termine, si trova in una situazione, lì abbiamo fatto bingo, abbiamo risolto l'inchiesta, abbiamo dimostrato che nell'azienda sanitaria non ci può essere uno discolo.
Quanto incide, e questo è un altro tema, l'eco che ha avuto questa inchiesta su… Io, con tutto il rispetto, avete sentito che è antivivisezionista. Io non sono così fanatico degli animali, è giusto il rispetto per tutti gli esseri viventi, non sono così fanatico. Però quanto è incisa l'attuale moda, e mi si conceda, nell'essere attenti alla tutela degli animali?
"Non lo so, perché l'idea che il capoluogo rosso è un animale, probabilmente fa più notizia di un singolo rischio. L'idea che mi sono fatta è che probabilmente dell'esperimento animale era qualcosa che c'entrava di lato, rispetto a quello che doveva essere l'università. Noi abbiamo sbattuto il mostro dell'università in prima pagina. Torno a ripetere, eravamo marginali, siamo marginali in queste inchieste. Lì ci sono fior fiore di professori sbattuti in prima pagina, è una cosa che non si può capire. Ce li avevo seduti accanto a me, veramente mi sentivo molto piccolo nei confronti di queste persone. Poi possiamo essere d'accordo sull'utilizzo degli animali nella sperimentazione o meno, però i curriculum erano curriculum. Non riesco a vedere dei professoroni che hanno la possibilità di fare soldi a palate, che vanno a giocare con i topi per fare le cose che vogliono fare. Si specula su altre specialità della sanità. Onestamente l'ho trovata una di quelle cose… Il progettino di ricerca sui topi non ti dava chissà quale guadagno anche per il professore universitario? Se il grosso professore universitario a livello mondiale, l'idea che mi sono fatta, ha necessità di fare il progetto per fare soldi, lo vedo misero.
No, al massimo per estendere la platea di chi… Si lavora in équipe, è chiaro che il nome del professore viene speso per portare avanti il progetto, ma non stiamo parlando di tutte queste grosse cifre che sono girate. Sono cifre di progettini che non sono in tre anni, che poi vengono spesi profondamente".
Ma la cosa simpatica, leggendo le carte appunto… Per chi è simpatico c'è veramente poco! Per chi l'ha vissuta! Dei famosi nove topi, lei aveva chiesto pure l'autopsia, proprio per tornare a quell'essere discolo?
"Sì. Il mio caso era l'unico caso accertato per la dimostrazione della superficialità dell'indagine. Proprio questa: il caso dove sono intervenuto era l'unico caso che dimostra tanto gli animali. Loro hanno cassato i ricercatori che hanno fatto…"
Perché lei si era accorto che c'erano qualche anomalia? Altre parole utilizzate?
"Sì, raccontiamo il fatto. È un aspetto tecnico che è veramente un po' complicato. Il 29 giugno del 2023 il veterinario designato, cioè il veterinario dello stabulario, che è l'unico che, una volta terminato il progetto, ha in mano i topi, gli animali, nel senso che decide se è un animale stressato, se ha condizioni di stress, se ha sviluppato patologie, ci manda una mail e ci dice: il progetto è finito e gli animali di questo progetto verranno mantenuti in vita a carico dello stabulario".
Quindi potenzialmente potevano essere impiegati anche in altri casi?
"No, perché il progetto era classificato molto grave, quindi i topi dovevano essere o mantenuti in vita o, se sviluppavano stress o patologie, dovevano essere soppressi. Non potevano essere reimpiegati, o meglio, si potevano reimpiegare, però dovevano avere una procedura abbastanza complicata, cioè con l'autorizzazione del Ministero, che di solito non viene mai concessa. Il 5 luglio il veterinario rimanda un'altra mail dicendo che i cinque topi sono deceduti. Precedentemente, il 1° marzo, i nove topi sono deceduti. Precedentemente, il 1° marzo del 2023, sono venute delle forze dell'ordine all'ufficio a sequestrare materiale e chi più ne ha più ne metta. Il direttore facente funzione ha sostituito i due veterinari che andavano a fare i controlli con l'unico discolo".
L'avevano mandato perché sapevano che Luciano Conforto tendenzialmente aveva una garanzia di rigidità nei controlli?
"Succede che quando io e il tecnico della prevenzione, il dottor Volpi, l'ingegnere Mimmo Volpi, vediamo questa mail, diciamo che è stata fatta. Decidiamo di andare presso lo stabulario dell'Università Magna Grecia, perché gli stabulari sono due, non è solo quello di Roccelletta: c'è Roccelletta e Magna Grecia, e noi andiamo a quello di Magna Grecia, che è uno stabulario utilizzatore, che utilizza i topi che lui va ad acquistare da altre società estere, sia l'allevamento che l'utilizzatore. Quando arriviamo lì, il veterinario, che torno a ripetere, e questo è l'aspetto fondamentale, è l'unica persona, dopo la conclusione del progetto, che può decidere il destino degli animali nello stabulario, mi dice che i nove topi sono morti, perché mi hanno già mandato la mail, ma non sono stato io a sopprimerli. E lì la situazione cambia. Cambiando la situazione si innesca un meccanismo un po' particolare. Sapendo che il 1° marzo noi avevamo avuto la visita dei militari che sono venuti, noi sapevamo che andavamo in un ambiente dove probabilmente c'era un'indagine di intercettazioni, microspie e quindi spyware da tutte le parti erano verificati. E quindi siamo stati più che attenti, sia nel parlare e sia nell'agire. La cosa particolare è questa: noi in questo campo non siamo l'autorità competente. L'autorità competente in questo caso è il Ministero. Il Ministero ha la competenza su tutto negli stabulari, sono talmente delicati e soprattutto per queste campagne che lei ha detto prima di noi antivivisezionisti, che lei si è mantenuta alla competenza. Ci sono poche competenze che non demandano alle regioni o alle aziende sanitarie. Lei si è proprio tenuta alla competenza della centralità, quindi c'è un'autorità competente centrale che poi dice: aziende sanitarie di Catanzaro, vai a controllare. Noi siamo andati a prescindere, ma proprio per dire: vediamo il target di legalità a che punto è, se è così cerchiamo di elevarlo, ma se è normale siamo tranquilli. Abbiamo anticipato anche il Ministero, abbiamo fatto un di più rispetto a quello che la norma ci prevedeva. Siamo andati lì. Quando il veterinario ci dice che non è stato lui a sopprimere i nove topi, la situazione per noi cambia e noi dobbiamo sapere, a questo punto, che cosa è successo in quello stabulario. Ho subito fatto una richiesta di autopsia. Siccome non è una cosa molto semplice, non ci sono tutti questi istituti di patologia che possono fare autopsie sugli animali d'esperimento, ho fatto un giro di telefonate e siamo riusciti a concordare con l'Istituto Zooprofilattico di Reggio Calabria, che poi li ha mandati a Napoli a fare l'esame autoptico. Problema che si pone: chi paga l'autopsia? Perché l'Istituto Zooprofilattico dice che non sono profilassi di Stato, quindi le analisi devono essere pagate. Chi le paga? Qui entra in gioco sempre il discorso di Conforto, perché ho imposto all'università di pagare l'esame autoptico. L'università si sarebbe potuta anche rifiutare di pagarmi l'esame autoptico, quindi per dire che anche l'università non aveva nulla di cui avere paura a non essere collaborativa, paradossalmente l'università ha pagato l'esame autoptico e questo esame autoptico è stato fatto. Ma altrimenti non si sarebbe potuto fare, io non l'avrei pagato, devo essere sincero. Con l'ispettore prendiamo questi nuovi topi che erano stati messi nel congelatore e facciamo il campionamento, li mettiamo in sicurezza, sterilizziamo il campione, lo mettiamo nel frigorifero con piombo e cartellino, iniziamo a compilare il verbale.
Mentre compiliamo il verbale, il professore responsabile dell'OPBA mi racconta un fatterello. Dice: noi abbiamo modo di ritenere che, perché me l'ha detto un ricercatore, e non mi dà il nome e cognome del ricercatore, il ricercatore di un altro gruppo di ricerca ha suonato la porta allarmata, quello delle pulizie ha aperto la porta e questi sono entrati. Non mi dice come nome e cognome, neanche come ricercatore, neanche come gruppo di ricerca. Mi dice: gente, gente è entrata. Se tu mi dici se hanno ammazzato i topi, io ti dico che non lo so. Il mio verbale va al Ministero della Salute. Si può immaginare che un verbale al Ministero della Salute che dice: il presidente ha riferito che un ricercatore di un altro gruppo di ricerca ha suonato la porta allarmata dello stabulario, la donna delle pulizie ha aperto la porta e questo è entrato… Lo stabulario è peggio della cassaforte di una banca, non possono entrare tutti, non può la donna delle pulizie aprire una porta allarmata perché c'è l'allarme, la porta va allarmata e disallarmata, al punto tale che quando scadono i progetti ai ricercatori viene bloccato il badge perché non possono rientrare. Quindi c'era un accesso anomalo nello stabulario, ma ho dovuto cercare di far credere al tecnico che leggeva il mio verbale, il nostro verbale, in modo tale che non fosse un fatterello tale da mettersi a ridere, perché era veramente ridicolo come lo dovevo scrivere. Abbiamo detto che il veterinario ci dice che non è stato lui. Quindi già tu che leggi il verbale, sei un tecnico, perché qua parliamo tra tecnici, capisci che c'è stato un accesso anomalo, non c'è bisogno che io ti venga a scrivere come raccontato come fatterello. E poi sono episodi, questo del racconto a margine della stesura del verbale, che accadono in tante attività ispettive, penso in tutta l'Italia.
Sì, ma cosa succede? Succede che poi gli dico: senti un po', però dobbiamo organizzarci per quanto riguarda gli ingressi. Gli ingressi non possono essere così. Quindi, siccome non ti posso imporre le telecamere, avete i badge, le porte allarmate e disallarmate, maggiore prudenza nell'entrata. E lo scrivo, né più né meno.
Ma mentre scriviamo, parlavamo con il professore dell'OPBA, mio collega di università per giunta, ma parlavamo tra professionisti, come si può parlare tra professionisti, col collega che avevo appena conosciuto, perché non lo conoscevo neanche, ma in maniera non amichevole, in maniera molto cortese, né più né meno. Non da verbale, diceva? Non da verbale da Polizia Giudiziaria, perché non lo eravamo. Era un verbale, non avendo la competenza, non siamo ufficiali di Polizia Giudiziaria, come loro ci hanno detto, perché non abbiamo la competenza. Il 55.3 noi lo possiamo utilizzare solo nell'ambito del servizio dove noi abbiamo la competenza. Se fosse stato un problema di sicurezza alimentare noi avremmo avuto la competenza, l'avremmo potuto anche arrestare, ma non è per i topi, tanto è vero che poi è del Ministero. E quindi ci siamo limitati a fare questa cosa: prendiamo questi campioni, li mandano a fare l'esame autoptico. Per noi la situazione è finita, è chiusa".
Cosa succede?
Che il 15 gennaio mi trovo a casa alle 5:45 di mattina, due marescialli e un brigadiere, che mi notificano un'interdizione dai pubblici uffici per 12 mesi, che il GIP fortunatamente ha avuto un po' di pudore, perché il Pubblico Ministero aveva chiesto gli arresti domiciliari, che sono stati rigettati. Sarebbe stato uno dei 12 arrestati. Oggi dico: peccato che non mi hanno arrestato! Avrei potuto dire… Riassumiamo, nel senso che captazioni, cose come spesso accadono, poi estrapolate con un'ottica unidirezionale, diciamo così, da parte di chi sente e vuole avallare le sue tesi, in un caso magari non è preparatissimo, oltre a non essere preparato, oltre ad avere fatto bingo, perché dimostra che il discolo non è discolo, perché si può anche corrompere il discolo. Non c'è passaggio di soldi, non c'è mai stato passaggio di soldi. Quindi dimostrare che anche il discolo si potrebbe corrompere, aveva fatto lo scoop, la ciliegina. E ancora la ciliegina: se poi il discolo è anche padre dell'amica della figlia, aveva fatto due ciliegine, non una. Quindi non so a che cosa hanno dato conto, perché il discolo non ha dato conto. Quindi, sostanzialmente, un verbale che è stato fatto come spesso accade, sempre accade, tecnico a tecnico, che è stato accompagnato maledettamente, a questo punto, dal racconto di un fatterello. Una cosa è la forma presentata di un verbale, una cosa è il fatterello poi captato e utilizzato in un altro modo, trovato il capo espiatorio che ci fa comodo, che sostanzialmente sono costati i titoli di prima pagina, l'iniziale interdizione dai pubblici uffici".
Il costo di 25 mila euro per l'avvocato?
"No, avvocato no, non solo avvocato, perché poi sono stato interdetto dai pubblici uffici fino a quando non sono stato completamente prosciolto. Non prosciolto, perché praticamente il GIP poi ha ridotto l'interdizione solo all'ispezione. Quindi praticamente noi facciamo solo ispezioni. Quindi andavo la mattina all'ufficio, aprivo la porta e mi guardavo il muro. Non potevo fare né straordinari né reperibilità, non potevo fare assolutamente nulla, fino a giugno 2025".
Avete dovuto stringere la cinghia?
"A mio figlio ho dovuto dire, forse, non ti posso mantenere a Milano. E' stata la cosa più pesante da affrontare. Io dico agli inquirente: non siate superficiali. Hanno applicato un regolamento che a noi non si applicava. Questa cosa mi ha lasciato una cosa. 25 mila euro di debito e molta cattiveria. Mi alzavo alle due di notte e non sapevo perché. Sono diventato bulimico. Nella mia attività, adesso, mi faccio tre mila domande. Sono diventato paranoico. Una vita sviscerata per nove topi".
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