Interrogazione di Corrado (M5S): "Perché alcuni impianti di rifiuti non sono stati bonificati?"

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  17 luglio 2019 18:56

"La settimana scorsa ho reso nota un'interrogazione al Ministro dell'Ambiente sui criteri di selezione delle pochissime discariche fatte oggetto di bonifica dopo che la Comunità Europea ha messo l'Italia in procedura di infrazione; altre migliaia, e delle più pericolose, restano da bonificare. Negli stessi giorni, le verifiche effettuate nell'impianto di trattamento e smaltimento rifiuti di Crotone-Ponticelli (gestito da Ekrò scarl dell'Envì Group) hanno dato esiti che, dalle autorità preposte, sono stati comunicati all'autorità giudiziaria".

Lo afferma la senatrice del Movimento 5 Stelle Margherita Corrado. "Quest'ultima notizia - prosegue - ha suscitato non poco scalpore: tutti sanno, infatti, quanti disservizi in questo settore si verifichino a Crotone, dove la differenziata è ancora un miraggio, benché la gestione regionale dei rifiuti costi moltissimo ai cittadini e abbia disseminato il territorio di discariche d'ogni sorta, autorizzandone altre per il futuro. Ancora più incredibile è però il fatto che, per i reati relativi alla gestione illecita di rifiuti e al disastro ambientale, il Codice Antimafia non preveda, attualmente, l'informativa antimafia. La mancata verifica puntuale della trasparenza e della estraneità alla malavita dei soggetti componenti le società attive nel settore, e perciò autorizzate a contrattare con la Pubblica amministrazione, indubbiamente favorisce e spiega l'interesse manifestato dalla criminalità mafiosa e le sempre più pesanti infiltrazioni di questa, segnalate pure dagli incendi di impianti e discariche che da qualche tempo si registrano in ogni parte d'Italia. Nel caso delle bonifiche il rischio è ancora maggiore, perché la procedura si articola in più fasi e gli importi si frazionano di conseguenza.

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È urgente, dunque, che il legislatore intervenga per raddrizzare questa stortura, in primis inserendo la gestione dei rifiuti e le bonifiche (codici ATECO 38 e 39) nel novero delle tipologie di attività elencate all'art. 1, comma 53 della L. 190/2012, che, riconosciute come 'maggiormente esposte al rischio di infiltrazione mafiosa', per affidamenti di qualsiasi importo, prevedono la comunicazione e l'informazione antimafia liberatoria". "In tal senso - conclude Corrado - mi propongo di agire, certa di trovare sponda sia nella commissione Antimafia, di cui faccio parte, sia nella più specifica commissione bicamerale d'inchiesta sui reati connessi al ciclo dei rifiuti. Non è concepibile, infatti, che si continui a rendere facile la vita ai criminali che consumano per profitto personale i beni comuni e compromettono le vite di tutti".

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