Isola di Capo Rizzuto: indagine “Jonny”, in carcere esponente della cosca Arena

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  08 agosto 2026 07:35

Un altro esponente vicino alla “cosca Arena”, condannato nell’ambito dell’inchiesta Jonny, è stato tradotto nel carcere di Catanzaro dove dovrà scontare il residuo di pena di anni uno e mesi uno di reclusione. Si tratta di L.N. 39enne, già detenuto e poi liberato per decorrenza termine cautelare. Anche il padre e il fratello erano stati indagati nell’ambito della medesima inchiesta.

OPERAZIONE “JONNY”

L'operazione "Jonny", scattata nel maggio 2017 e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro sotto la guida di Nicola Gratteri, è una delle più imponenti inchieste giudiziarie contro la 'ndrangheta calabrese. L'indagine ha svelato il capillare controllo del territorio e gli affari illeciti della cosca Arena di Isola di Capo Rizzuto.

L'elemento centrale dell'indagine ha riguardato la sistematica distrazione di fondi pubblici destinati alla gestione del Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA) di Isola di Capo Rizzuto. Dei circa 103 milioni di euro stanziati dallo Stato tra il 2006 e il 2015, oltre 36 milioni di euro sono finiti nelle casse del clan Arena. Il sistema si basava sul subappalto della ristorazione e dei servizi a società fittizie o controllate dalla cosca, a fronte di servizi spesso pessimi forniti ai migranti.

Tra i principali arrestati figuravano Leonardo Sacco, noto imprenditore, allora governatore della Fraternita dellaMisericordia, e il parroco di Isola di Capo Rizzuto Edoardo Scordio, ritenuti gli intermediari decisivi per consentire al clan di infiltrarsi nella gestione dei fondi per l'accoglienza.

L'inchiesta ha documentato come la cosca avesse imposto il proprio monopolio anche nel settore delle scommesse online e delle slot machine tra Crotone e provincia, generando profitti milionari.

Il clan controllava capillarmente il tessuto economico locale tramite estorsioni a commercianti e villaggi turistici, imponendo forniture e aziende "amiche".

L'operazione condotta da Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza ha portato a 110 arresti e al sequestro di beni per oltre 84 milioni di euro.