
di MARILINA INTRIERI
Non può esistere una sorta di “lesa maestà” della giurisdizione. L’indipendenza e l’autonomia della magistratura sono principi costituzionali irrinunciabili, ma non significano che gli uffici giudiziari siano sottratti a ogni verifica istituzionale. Il Ministro della giustizia dispone, per legge, di poteri ispettivi sugli uffici giudiziari, esercitati attraverso l’Ispettorato generale, e può disporre ispezioni quando lo ritenga opportuno.
L’ispezione può verificare il funzionamento dell’ufficio, la regolarità dei servizi e l’eventuale sussistenza di fatti suscettibili di rilievo disciplinare; ciò che non può fare è trasformarsi in un mezzo per modificare o censurare nel merito un provvedimento giurisdizionale, che può essere contestato soltanto attraverso i rimedi processuali previsti dall’ordinamento. Ma tra sindacare una decisione e verificare ciò che è accaduto esiste una differenza sostanziale. Per questo non considero l’ispezione, in sé, né un’intimidazione né un attentato all’indipendenza della magistratura.
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