
Con la speranza che il mio gesto di protesta – documentato nell’allegato – possa finalmente far comprendere alla Regione Calabria la gravità della situazione che stiamo vivendo, desidero ribadire pubblicamente ciò che da mesi denunciamo con forza: l’erosione costiera ha raggiunto livelli tali da mettere a rischio la sicurezza, l’economia e la dignità del nostro territorio.
Non si tratta più di un problema amministrativo, né di un semplice ritardo tecnico. È una vera emergenza ambientale. Ogni giorno che passa senza interventi concreti espone Crucoli al pericolo di ulteriori mareggiate, che potrebbero cancellare ciò che resta del nostro litorale, già devastato dal ciclone Harry e da anni di mancata protezione.
Il mio gesto non è una provocazione. È un appello. È la voce di una comunità che non può più attendere. È la richiesta di un impegno immediato, chiaro e verificabile.
Chiediamo alla Regione Calabria di comunicare senza ulteriori rinvii l’avvio dei lavori di mitigazione delle barriere soffolte, un’opera attesa da più di 10 anni e oggi indispensabile per evitare un danno irreversibile.
La nostra costa non può permettersi un’altra mareggiata. La nostra economia non può sopportare un’altra stagione turistica compromessa. La nostra comunità non può essere lasciata sola ancora una volta.
Il mio gesto è un atto di responsabilità verso Crucoli. Ora serve un atto di responsabilità da parte della Regione.
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