





Signore e Signori, Sindaci dei nostri Comuni, Commissari prefettizi, Autorità tutte,
vi rivolgo un cordiale saluto e un sincero ringraziamento per la vostra presenza a questa seduta dell’Assemblea dei sindaci della Provincia di Catanzaro. La vostra partecipazione testimonia, ancora una volta, il senso profondo delle nostre comunità: lavorare insieme, con responsabilità e lealtà istituzionale, per il bene dei cittadini.
Oggi, però, permettetemi di concentrare questo intervento su un momento particolare, carico di significato istituzionale e umano: il saluto a Sua Eccellenza Castrese De Rosa, che termina il suo incarico alla guida della Prefettura.
In questo anno e mezzo, Sua Eccellenza, il Prefetto ha incarnato alla perfezione la figura del rappresentante dello Stato sul territorio. È stato un punto di riferimento costante: presente, attento, rigoroso, ma al tempo stesso capace di ascolto e di vicinanza. Non solo sulle questioni di ordine e sicurezza pubblica — ambiti nei quali ha saputo tenere la barra dritta con fermezza e lucidità — ma anche su quelle sociali, spesso le più complesse e meno visibili. Lo abbiamo visto intervenire, stimolare, proporre soluzioni; lo abbiamo visto fungere da pungolo propositivo e proattivo per gli enti locali, spingendoci, con garbo e determinazione, a fare un passo in più, a cercare insieme la strada migliore.
Siamo abituati, per tradizione, a un’immagine del Prefetto talvolta fredda e distaccata. Eppure, possiamo dire senza timore di smentita che Sua Eccellenza abbia sovvertito radicalmente questa icastica impostazione. La prova concreta è nella fiducia, nella stima e nella vicinanza che tanti, tantissimi cittadini del nostro territorio provinciale gli hanno espresso quotidianamente: persone comuni, amministratori, associazioni, operatori economici e sociali che in lui hanno riconosciuto non un’istituzione lontana, ma una presenza viva, un presidio autentico dello Stato. Certamente lo avrà aiutato la sua ‘ascendenza’ giornalistica che gli ha consentito di stare sempre sul pezzo. E, a questo proposito, permettetemi, di rivolgere un saluto agli organi d’informazioni presenti quest’oggi.
Al tempo stesso, e questo va sottolineato con forza, Sua Eccellenza non ha mai smarrito il senso della misura e dell’autorevolezza. Sull’ordine pubblico, sulla legalità, sulla sicurezza dei cittadini, non ha concesso ambiguità. Ha dato prova di equilibrio e di fermezza, di quella capacità rara di coniugare umanità e responsabilità. E permettetemi una considerazione personale: non sono uno che bada troppo alle forme, ma proprio perché ha dimostrato autorevolezza sul campo, io stesso — anche in circostanze più private — non riesco a rivolgermi a lui se non come “Sua Eccellenza”. Non per ossequio di una formula consunta, non per protocollo fine a sé stesso, ma perché quel titolo, in questo caso, restituisce il senso vero del suo ruolo: un servitore dello Stato che ha vissuto il territorio con dedizione e competenza.
Porterò sempre con me il ricordo di tante riunioni in Prefettura e sul territorio: mai incontri fini a sé stessi, mai tavoli convocati per ritualità. Erano appuntamenti di lavoro veri, concreti, risolutivi. Abbiamo affrontato insieme grandi emergenze — penso alle calamità naturali dei mesi scorsi, con i danni ingenti che hanno colpito cittadini, imprese, infrastrutture — e in quelle ore difficili la Prefettura è stata regia, metodo e presidio. Dalla gestione dell’emergenza alla ricostruzione, dalla tutela della sicurezza al sostegno sociale, abbiamo trovato in Sua Eccellenza un alleato instancabile, esigente quanto giusto.
Ma non solo crisi. Sotto la sua guida, la sinergia istituzionale ha permesso anche di realizzare, con successo, grandi eventi che hanno proiettato Catanzaro e la sua provincia su scenari nazionali e internazionali. Dal grande concerto Rai a Catanzaro, che ha dato lustro alla nostra comunità, a ciò che ci attende — penso al concerto estivo di Jovanotti, appuntamento di rilevanza e complessità organizzativa — fino all’ultimo evento appena realizzato: la prima tappa italiana di questa edizione del Giro d’Italia, un evento sportivo di portata mondiale. Per quella giornata straordinaria, la nostra Provincia ha profuso uno sforzo davvero importante, operando in strettissima sintonia con la Prefettura e seguendo indicazioni chiare, puntuali, efficaci. È stato un esempio virtuoso di cooperazione: ciascuno ha fatto la sua parte, e il risultato è stato all’altezza dell’occasione.
Permettetemi di citare, con un pizzico di orgoglio, il luogo da cui è partita quella tappa: il Parco della Biodiversità Mediterranea “Michele Traversa”, fiore all’occhiello delle strutture gestite dalla Provincia di Catanzaro. Un simbolo della nostra capacità di valorizzare beni comuni e di metterli al servizio della collettività. E apro una piccola parentesi, che racconta più di tante parole la cifra umana del nostro Prefetto: mi dicono — e ne sono lieto — che quel Parco piaccia molto anche a Sua Eccellenza, che, da uomo che vive pienamente il territorio, non disdegna, quando può, qualche sgambettata tra i viali e i sentieri. È un dettaglio, certo, ma dice bene di un modo di essere: la vicinanza non si dichiara, si pratica.
Non voglio tralasciare l’aspetto che, forse, più di ogni altro ha segnato questo periodo: l’umanità. Dal secondo dopo il suo arrivo a Catanzaro, Sua Eccellenza è diventato il primo tifoso delle bellezze del nostro territorio: del mare e delle colline, dei borghi e delle tradizioni, del lavoro silenzioso di tanti, dell’impegno civico che anima le nostre comunità. Ha raccontato la nostra provincia con parole di stima e di fiducia, ha sostenuto le energie migliori, ha incoraggiato i giovani (e li ha dissuasi dall’intraprendere strade sbagliate o frequentare cattive compagnie), ha ascoltato chi aveva bisogno. Ha ricordato a tutti noi che la sicurezza non è solo vigilanza, ma anche coesione sociale; non è solo controllo, ma anche opportunità; non è solo risposta, ma anche prevenzione.
Certamente, ogni incarico conosce una fine. Le istituzioni si avvicendano, gli uffici passano di mano, i percorsi personali proseguono. Ma ci sono tracce che restano. E posso dire, senza retorica, che il Prefetto Castrese De Rosa — Sua Eccellenza — ha lasciato un segno indelebile nel territorio catanzarese. Un segno fatto di serietà, di dialogo, di risultati; di quella sobrietà operosa che è la forma più alta del servizio pubblico.
A nome della Provincia di Catanzaro, dei sindaci qui presenti, dei commissari prefettizi, dei nostri uffici e, mi permetto, a nome di tanti cittadini, rivolgo a Sua Eccellenza il nostro grazie. Grazie per l’impegno, per la presenza, per la schiena dritta, per la mano tesa. Grazie per aver interpretato il ruolo di Prefetto come presidio autentico dello Stato e come casa aperta al confronto. Grazie per aver creduto, insieme a noi, che questo territorio merita fiducia e futuro.
A chi arriverà dopo, l’auspicio sincero è di proseguire nel solco tracciato da una persona illuminata e da un genuino servitore dello Stato. Troverà una comunità esigente, certo, ma leale; e troverà istituzioni pronte a collaborare, a partire dalla nostra Provincia, convinte che la cooperazione tra livelli dello Stato sia la via maestra per dare risposte ai cittadini.
Consentitemi, infine, un augurio personale a Sua Eccellenza Castrese De Rosa: che il percorso che lo attende sia ricco di soddisfazioni e che porti con sé — come noi porteremo con gratitudine — il ricordo di questo tratto condiviso. Le porte della Provincia di Catanzaro resteranno sempre aperte. Per noi, qui, resta non solo il Prefetto, non solo ‘Sua Eccellenza’ ma un amico delle nostre comunità.
Grazie, Sua Eccellenza. Grazie a tutti voi. Viva la nostra provincia, viva le istituzioni della Repubblica.
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