
In libreria la prima opera di Francesco Rattà, già capo della Squadra Mobile a Catanzaro e Reggio Calabria
25 febbraio 2026 15:31Un suicidio archiviato troppo in fretta. Un esposto anonimo che nessuno vuole ascoltare. Un investigatore che decide di non voltarsi dall’altra parte. L’incastro dei cocci è un romanzo investigativo intenso e stratificato che affonda le mani nelle contraddizioni della giustizia, nei silenzi del potere e nelle zone d’ombra della verità ufficiale.
Ambientato nel 2007, il libro segue l’indagine del Sostituto Commissario Antonio Cicala, chiamato a fare i conti con una morte che tutti vorrebbero liquidare come suicidio. Ma i cocci – frammenti di fatti, omissioni, pressioni – non combaciano. E quando la verità inizia a emergere, diventa chiaro che ricomporla significa esporsi, rischiare, pagare un prezzo. Con una scrittura densa, ironica e affilata, Francesco Rattà costruisce un noir che va oltre il genere: L’incastro dei cocci è anche un romanzo civile, una riflessione sul funzionamento (e sul malfunzionamento) delle istituzioni, sul rapporto tra giustizia e potere, sulla solitudine di chi sceglie di non adeguarsi.
Il libro si apre con una prefazione di Barbara Alberti, che inserisce l’opera nella collana Nuove Voci e ne sottolinea la forza letteraria e morale, riconoscendo in Rattà una voce capace di unire tensione narrativa e profondità di pensiero. Pubblicato da Gruppo Albatros Il Filo, L’incastro dei cocci si rivolge ai lettori di noir, thriller giudiziari e narrativa d’impegno, ma anche a chi cerca una storia che non si limiti a intrattenere: una storia che interroga, disturba e resta.
IL PROFILO DELL'AUTORE
Francesco Rattà nasce nel 1968 a Montepaone, un piccolo comune della provincia di Catanzaro. Compie gli studi universitari in giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza” di Roma dove si laurea nel 1994. Nello stesso anno, abbraccia la carriera di Commissario della Polizia di Stato e per lunghi anni ha lavorato in Calabria come funzionario e poi come dirigente della Squadra Mobile di Catanzaro (2004) e Reggio Calabria (2012) occupandosi di una vasta serie di delitti sia di matrice comune sia riconducibili alla mafia calabrese (’Ndrangheta). Nel 2021 è stato nominato Dirigente della Squadra Mobile di Roma e poi Vicario del Questore di Roma. Attualmente presta servizio a Roma presso la Struttura per la Prevenzione Antimafia del Ministero dell’Interno come Direttore dell’Ufficio Analisi Interforze. Nel tempo libero ama leggere soprattutto romanzi gialli sia italiani che stranieri.
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