
di FILIPPO COPPOLETTA
Avrebbero posto in essere condotte finalizzate a condizionare l'esame di legittimità della Corte dei Conti relativo all'approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto. L'ipotesi accusatoria è che, attraverso un sistema di rapporti e scambi di utilità, si cercasse di ottenere un orientamento favorevole sull'iter amministrativo dell'opera.
Una nuova bufera si scatena sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, cavallo di battaglia della Lega e del suo leader e ministro dei trasporti Matteo Salvini. Un’inchiesta, quella guidata dalla Procura di Roma,che assume inevitabilmente anche una rilevanza politica quando tra i tre indagati si scorge la figura dell'avvocato Giacomo Francesco Saccomanno, storico esponente della Lega in Calabria, già commissario regionale del partito dal 2021 al 2024 e, fino a poche settimane fa, componente del Consiglio di amministrazione della Stretto di Messina S.p.A., la società incaricata della realizzazione dell'opera.
Insieme a Saccomanno risultano indagati Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti collocato in pensione nel febbraio scorso, e Vincenzo Virgiglio, imprenditore reggino e responsabile delle relazioni esterne dell'associazione Accademia Calabria. I reati ipotizzati dalla Procura sono, a vario titolo, corruzione e rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio. I Carabinieri del ROS hanno eseguito perquisizioni sequestrando documentazione e dispositivi elettronici ritenuti utili alle indagini.
La presenza di Saccomanno tra gli indagati conferisce alla vicenda una particolare valenza politica. L'avvocato di Rosarno è stato infatti uno dei principali riferimenti della Lega in Calabria negli ultimi anni, guidando il partito nella regione durante una fase di consolidamento organizzativo e seguendo le campagne elettorali regionali e politiche. Successivamente era stato nominato nel CdA della Stretto di Messina S.p.A., incarico dal quale è uscito di recente.
Sempre sul fornte politico, le opposizioni hanno chiesto chiarimenti sull'intera procedura e parlano della necessità di fare piena luce sui rapporti e sui meccanismi che hanno accompagnato l'iter autorizzativo dell'opera. Dall'altra parte, la maggioranza continua invece a ribadire la volontà di portare avanti il progetto, sottolineando che l'indagine riguarda singole ipotesi di reato e non mette in discussione, allo stato, la validità tecnica o amministrativa del Ponte.
Saccomanno ha comunque respinto ogni addebito, sostenendo che l'inchiesta avrebbe l'effetto di colpire indirettamente il progetto e la figura di Salvini. Parallelamente, la Stretto di Messina S.p.A. ha dichiarato di essere totalmente estranea ai fatti contestati e di avere piena fiducia nell'operato della magistratura.
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