
di SETTIMIO PAONE
Una scuola che educa non solo attraverso i libri, ma anche attraverso l’empatia, la consapevolezza e l’impegno civile. È questo il messaggio emerso nel pomeriggio del 7 maggio, al Teatro del Grillo di Soverato, durante l’evento “Il Cuore al servizio della Scienza”, organizzato in occasione del compleanno dell’opuscolo Prevenire – Marciare – Restare dell’autrice Rossella Nasso, finalizzato alla raccolta fondi per l’Associazione Angela Serra destinata all’acquisto di parrucche per donne colpite da patologie oncologiche.
A partecipare all’iniziativa anche una rappresentanza della classe 3ª A dell’IPSSEOA di Soverato, protagonista di una significativa rielaborazione multimediale realizzata nell’ambito del progetto “Io leggo perché”, coordinato dai professori Mariannina Cristofaro e Francesco Notaro.
Nel corso della serata, che ha visto la presenza del dottor Francesco Abbonante, di Antonella Mancuso e dell’esperta in politiche socio-sanitarie Giovanna La Terra, si è affrontato il delicato tema della prevenzione del tumore al seno e della resilienza delle donne che hanno affrontato e superato la malattia. Un momento intenso e profondamente umano, nel quale il contributo degli studenti dell’IPSSEOA ha assunto un significato che è andato ben oltre il semplice lavoro scolastico.
La professoressa Mariannina Cristofaro, nel presentare la rielaborazione digitale dell’opuscolo curata dalla 3ª A, ha sottolineato come il progetto abbia rappresentato un’autentica esperienza trasformativa. Un percorso nato tra i banchi di scuola ma capace di superare i confini dell’aula, diventando occasione concreta di crescita civile ed emotiva.
Gli studenti, infatti, non si sono limitati a leggere il testo, ma hanno scelto di immergersi nelle storie di donne segnate dalla malattia oncologica, trasformando il dolore, la sofferenza e la speranza in immagini, parole e contenuti digitali capaci di emozionare.
Attraverso la tecnologia, i ragazzi hanno costruito una narrazione visiva intensa, dando forma alle emozioni e traducendo in linguaggio multimediale il peso delle cure, la fatica del percorso terapeutico ma soprattutto la forza di chi sceglie di non arrendersi. Le testimonianze presenti nell’opuscolo sono diventate così racconti vivi, condivisi dalla voce stessa degli studenti, in un’opera collettiva dove la tecnologia si è trasformata in strumento di umanità.
Un messaggio forte, quello lanciato dalla 3ª A: anche davanti alle prove più difficili, la creatività, la cultura e la condivisione possono accendere nuove luci di speranza.
Il professor Francesco Notaro, dopo la proiezione del video realizzato dagli alunni, ha invece evidenziato il valore pedagogico delle attività di lettura attiva che l’istituto porta avanti da circa quindici anni. Un percorso educativo che, attraverso libri e testimonianze, permette agli studenti di confrontarsi con realtà spesso lontane dalla loro quotidianità.
“In una società dominata dall’edonismo e dall’individualismo – ha sottolineato il docente – la lettura e la rielaborazione multimediale consentono ai ragazzi di fermarsi, riflettere e incontrare il dolore dell’altro, ma anche la capacità di rialzarsi e resistere”.
Una serata intensa, dunque, dove scuola, cultura, prevenzione e solidarietà si sono unite in un unico grande messaggio: educare significa anche insegnare a guardare la fragilità umana con rispetto, sensibilità e partecipazione.
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