
di SETTIMIO PAONE
Un gesto antico, carico di significato e profondamente radicato nella tradizione spirituale calabrese. Quest’anno la comunità di Gasperina, insieme a quelle di Ardore e Cerchiara di Calabria, è stata protagonista di uno degli appuntamenti più simbolici legati al culto di San Francesco di Paola: l’offerta dell’olio destinato ad alimentare la lampada votiva del Santo.
Un momento che unisce fede, identità e appartenenza. L’olio, frutto della terra e del lavoro dell’uomo, diventa segno tangibile di devozione, ma anche messaggio universale di pace e speranza. Valori che trovano nella figura del Santo patrono della Calabria una sintesi potente e sempre attuale.
A rappresentare Gasperina è stato il sindaco Gregorio Gallello che, a nome dell’intera comunità, si è recato sull’altare per il gesto simbolico del versamento dell’olio nella lampada. Un rito che si rinnova nel tempo e che quest’anno ha visto la partecipazione del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, chiamato ad accendere la lampada votiva.
Particolarmente significativo anche il valore simbolico dell’olio utilizzato. Tra le diverse provenienze, infatti, vi è anche quello estratto dagli ulivi del Giardino della Memoria di Capaci, luogo emblematico della lotta alla mafia. Un elemento che aggiunge profondità al gesto, unendo spiritualità e memoria civile in un unico grande messaggio di legalità e impegno.
Fondamentale il lavoro svolto sul territorio. Un plauso va ai parroci don Alessandro Iannuzzi e don Ferdinando Fodaro, che insieme alle comunità parrocchiali hanno promosso e organizzato la raccolta dell’olio, coinvolgendo i cittadini in un percorso condiviso di fede e partecipazione.
Un evento che per Gasperina assume il valore di una pagina importante della propria storia recente. Non solo un rito religioso, ma un momento capace di rafforzare il senso di comunità e di proiettare un piccolo centro della Calabria nel cuore delle tradizioni più autentiche della regione.
Perché, in fondo, è proprio da questi gesti semplici e profondi che si alimenta la luce di una comunità.
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