La caccia ai 'franchi tiratori' alla Provincia, i nuovi 'compromessi' e gli effetti sul Comune di Catanzaro

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  31 marzo 2026 21:11

E' il momento dei conteggi. Fra un voto ponderato, uno piccolo e uno più grande, gli interrogativi maggiori riguardano i 'verdi'. Quelli che valevano poco più di 600 alle ultime elezioni del Consiglio pronvinciale di Catanzaro. Sebbene, il cerchio sia relativamente ristretto - Catanzaro e Lamezia Terme - a quasi tre giorni di distanza dalla nottata fiume a Palazzo di Vetro le perplessità non sono del tutto fugate. C'è chi è stato più deluso o ridimensionato rispetto ad altri ma - più o meno tutti - si aspettavano qualcosa di più. Alla fine è la storia di ogni elezione, a maggior ragion di un voto segreto di secondo grado in cui votano soltanto gli amministratori, ossia sindaci e consiglieri comunali. 

Poteva esserci un asse tutto catanzarese - fra Marina e Centro storico - che non è andato in porto, alla fine quello che si è sugellato, al netto delle frasi di circostanza, è fra i due campioni delle preferenze del territorio. I giovani della Provincia Catanzarese che già hanno detta la loro alle ultime Regionali. Uno di FdI e l'altro del PD che si sono concentrati, giocofroza, sulla lista più votata delle ultime consultazioni. Uno con un ruolo nell'esecutivo regionale, l'altro come principale competitor (futuro) di Occhiuto. Questo è stato il più grande 'compromesso'. In mezzo ci sta la tenuta del campo largo, qualche ammaccamento nella Lega e alcuni rimpianti, seppure a diversi livelli, fra Forza Italia e Noi Moderati. Con gli azzurri che, comunque, hanno dimostrato di essere la seconda forza del centrodestra. 

In tutto questo quadro quali saranno gli effetti sugli Enti locali, a partire dal Comune di Catanzaro? A Palazzo De Nobili, riavvolgendo il nastro, eravamo rimasti al possibile al possibile rimpasto di Giunta. Ecco, sarà che cambierà - per scadenza naturale - una delle due caselle dell'Amc ma l'impressione post-Provinciali è che l'attuale esecutivo comunale verrà ritoccato davvero molto poco, se non per niente. A maggior ragione, dopo il voto 'svelato' del 28 marzo e perché è 'saltato' l'ennesimo compromesso.                                                                                                                                                         


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