
di VITTORIO PIO
Mille posti esauriti da settimane, sei chef stellati e una tavolata di circa quattrocento metri lungo Corso Mazzini. La terza edizione della “Cena Straordinaria” conferma soprattutto la capacità di un'iniziativa nata intorno alla gastronomia di richiamare pubblico e personalità e di riportare per una sera una consistente presenza di persone nel centro storico di Catanzaro.



La serata di domenica condotta da Domenico Gareri è stata preceduta dal Villaggio del Gusto in Piazza Prefettura, già molto frequentato nel tardo pomeriggio e diventato punto d'incontro tra pubblico, protagonisti della ristorazione, rappresentanti delle istituzioni e diversi ospiti.
Oltre 12.000 i finger food preparati per il Villaggio. Per Molo17 lo chef Giulio Maccarone ha proposto una stratificazione di patate dolci, palamita affumicata, 'nduja liquida, pecorino del Monte Poro e polvere di prezzemolo; Daniele Averta di 109 Officine ha puntato su “Il ricordo di un panino con la parmigiana”, mentre Antonio Franzè di Luna Convento su un'insalatina di legumi, gambero rosso e dressing di basilico e bergamotto. Giuseppe Gallo di Giardini 900 ha preparato un maritozzo salato; Luca Caligiuri di Madreperla un mini bun calabro e una focaccia al nero di seppia con verdure alla scapece; Armando Codispoti di Ethos ha lavorato sull'accostamento tra anguria, confettura di peperoncino, feta sbriciolata, menta e olive infornate.
Al Villaggio del Gusto ha partecipato anche l'Associazione Provinciale Cuochi Catanzaresi: Francesco Marinaro del ristorante Verde Mare di Soverato con alici farcite alla mediterranea, maionese allo yuzu e limone; Domenico Antonio Rullo dello Shabby Restaurant di Soverato con una crocchetta fredda di polpo e patate alla mediterranea; Valentina Amato de Il Piatto Giusto Lab & Store di Catanzaro con un crostino di pane multicereale a lievitazione lenta con semi, zucchina alla menta e fonduta di pecorino; Giovanni Mastroianni del ristorante L'Oasi di Gizzeria Lido con un crostino di segale, alici affumicate e salsa ai friggitelli nicastresi.
Tra i presenti il sindaco Nicola Fiorita, l'assessora alla Cultura Donatella Monteverdi, il calciatore del Catanzaro Matias Antonini e il maestro orafo Gerardo Sacco. Presenze diverse tra loro che raccontano anche uno dei meriti della manifestazione: la capacità di concentrare intorno allo stesso appuntamento personalità, competenze e mondi differenti, facendo del centro storico il naturale punto di convergenza.
Del resto “La Cena Straordinaria” ha ormai assunto dimensioni considerevoli. Sei chef stellati calabresi – Luca Abbruzzino, Luigi Lepore, Nino Rossi, Caterina Ceraudo, Antonio Biafora e Riccardo Sculli – coordinati da Antonio Abbruzzino, sessanta componenti delle brigate, ottanta camerieri e sei maître per servire quattro portate e complessivamente quattromila piatti. Numeri che spiegano anche la complessità organizzativa di una cena per mille persone nel centro della città.
La proposta gastronomica, per quanto centrale, rappresenta soltanto una delle componenti dell'iniziativa. La sua forza sta anche nella capacità di costruire un evento riconoscibile intorno al centro storico, utilizzando la gastronomia come veicolo per raccontare produzioni, professionalità e cultura identitaria calabrese.
Quest'anno il percorso era cominciato già il 4 e 5 settembre al Complesso monumentale del San Giovanni con i “Percorsi del Gusto”, tra degustazioni, incontri e ristorazione. Una presenza non marginale è stata quella dell'arte, con la collettiva di dieci artisti curata da Massimo Sirelli negli spazi del Chiostro e completata da un live painting dello stesso artista: un ulteriore elemento di dialogo tra creatività contemporanea e uno dei luoghi più rappresentativi del centro storico.
“Anche quest’anno, abbiamo raggiunto un bel risultato che dimostra come, unendo le forze, si possa costruire bellezza nella nostra città. La fatica è inevitabilmente tanta, ma è sempre emozionante vedere tante persone – tra cittadini, imprese e istituzioni – parlare la stessa lingua, quella della condivisione, capace di creare sinergie e soprattutto occasioni concrete per le persone più fragili” ha dichiarato Alessandro Astorino, organizzatore dell’evento insieme a Luca Marino, Vincenzo Merante e Angelo Capoano, dal palco allestito su Corso Mazzini.
E proprio l'immagine conclusiva resta quella più efficace: Corso Mazzini trasformato in un lunghissimo ristorante all'aperto. È difficile non riconoscere la capacità dell'evento di restituire centralità e bellezza a una parte della città che ha bisogno anche di occasioni come questa per essere vissuta pienamente.
C'è infine un risultato destinato ad andare oltre la serata. Parte del ricavato finanzierà PittaPop, una pitteria popolare che nascerà nel centro storico come cooperativa sociale, creando opportunità di lavoro per persone con disabilità e fragilità. Al centro del progetto proprio la pitta catanzarese, recentemente riconosciuta De.Co.: un prodotto della tradizione chiamato a diventare strumento di inclusione e, insieme, un piccolo segno permanente lasciato alla città.
Forse è proprio qui che “La Cena Straordinaria” trova la sua ragione migliore: non soltanto apparecchiare una volta all'anno una tavola spettacolare, ma provare a costruire intorno ad essa relazioni, attenzione e un diverso modo di abitare il centro storico.
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