
L’ombra della corruzione avvolge gli uffici territoriali di Catanzaro e Crotone.
Arriva in redazione una lettera raccomandata firmata da M.S., 1961, il quale con un lungo testo denuncia il rischio di gravi infiltrazioni mafiose e corruzione che potrebbero interessare un importante ente strategico di Catanzaro e un’altra istituzione centrale di Crotone.
Il denunciante scrive a La Nuova Calabria, al prefetto di Catanzaro, al commissario Antimafia Nicola Morra e alla Procura della Repubblica di Catanzaro e mette in luce un presunto giro di tangenti su alcuni istituti di vigilanza privata armata, appalti, autorizzazioni per bandi pubblici.
M.S. focalizza l’attenzione su un funzionario dell’ente del capoluogo che rappresenterebbe il “punto di raccordo del malaffare”. Il denunciante chiede di far luce sulle aziende che godrebbero di corsie preferenziali grazie al gioco del dipendente infedele.
Ora spetterà agli inquirenti del capoluogo e a quelli della città pitagorica indagare e approfondire ed eventualmente aprire un nuovo fascicolo d’inchiesta.
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