La proposta di Vanessa Aprile: "Un presidio pedagogico territoriale per Catanzaro"

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images La proposta di Vanessa Aprile: "Un presidio pedagogico territoriale per Catanzaro"


  30 settembre 2026 16:09

di VANESSA APRILE*
 
Un luogo nel quale entrare con semplicità, trovare ascolto e ricevere accompagnamento nelle difficoltà educative e relazionali. È questa l’idea alla base del Presidio pedagogico territoriale che propongo di portare al confronto della comunità e delle istituzioni di Catanzaro.
 
La proposta nasce dal mio percorso professionale nei servizi educativi e alla persona, anche attraverso l’esperienza dello sportello pedagogico svolto a Rossano. Il Presidio sviluppa quella presenza in una struttura permanente, con un’équipe interna e percorsi che possano accompagnare le persone nel tempo.
 
Il modello prevede un luogo fisico accogliente, riconoscibile e accessibile gratuitamente, aperto all’intero arco della vita: bambini accompagnati dai genitori, adolescenti, giovani, adulti e persone anziane. Una famiglia che attraversa una difficoltà educativa, un ragazzo che fatica nelle relazioni o una persona anziana che vive una condizione di isolamento potrebbero trovare un primo interlocutore e un percorso adeguato alle proprie esigenze.
 
Il primo accesso è affidato al pedagogista, che accoglie la richiesta, aiuta a comprendere i bisogni educativi e relazionali e concorda con la persona gli obiettivi dell’accompagnamento. All’interno della struttura opera un’équipe composta secondo i bisogni del territorio, con educatori, psicologi, assistenti sociali e altre figure professionali.
 
Quando emergono esigenze che richiedono ulteriori competenze, vengono coinvolti i professionisti presenti nel Presidio, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità di ciascuno. La presenza dell’équipe nello stesso luogo permette di costruire percorsi condivisi, mantenendo il raccordo con i servizi territoriali per gli interventi ulteriori che si rendano necessari.
 
Per Catanzaro, il Presidio potrebbe rappresentare un punto di riferimento anche nel rapporto tra scuola e famiglie. Potrebbero trovare spazio colloqui pedagogici, percorsi di accompagnamento alla genitorialità, attività sulle relazioni, laboratori e momenti di confronto con docenti ed educatori, sulla base dei bisogni rilevati.
 
La sua funzione si estende anche alla vita adulta e alla terza età. I cambiamenti familiari, la cura di un proprio caro e le difficoltà nei passaggi di vita possono richiedere una presenza educativa capace di ascoltare e accompagnare. Il Presidio propone di rendere questa presenza vicina alla quotidianità delle persone.
 
Per passare dalla proposta alla realizzazione occorre un confronto con il Comune, l’Ambito territoriale sociale, le scuole, i servizi e le realtà della comunità. Servono un’analisi dei bisogni locali, una sede accessibile, un’équipe con tempi di presenza definiti e risorse che garantiscano la gratuità per i cittadini e il riconoscimento del lavoro dei professionisti.
 
Una prima sperimentazione consentirebbe di valutare la domanda, il funzionamento del servizio, la collaborazione con la rete e i risultati dei percorsi. La proposta è quindi un invito alle istituzioni e ai professionisti del territorio a esaminare insieme le condizioni concrete di attivazione.
 
Il modello è approfondito nel mio volume “Presidio pedagogico territoriale. Prossimità, rete e prevenzione per comunità più vicine alle persone”, di prossima pubblicazione in versione riveduta e ampliata.
 
Aprire questo confronto a Catanzaro significa chiedersi come rendere disponibile una presenza pedagogica stabile, accessibile e capace di accompagnare persone e famiglie prima che le difficoltà si aggravino.
 
 
 
*Pedagogista, educatrice professionale socio-pedagogica, mediatrice familiare e penale, docente specializzata nel sostegno per la scuola secondaria di secondo grado e abilitata all’insegnamento di Filosofia e Scienze umane, classe di concorso A-18.