La riflessione di Aurelio Fulciniti: "Febbre da ballottaggio"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images La riflessione di Aurelio Fulciniti: "Febbre da ballottaggio"

  23 giugno 2022 20:55

di AURELIO FULCINITI

Al termine di una campagna elettorale del ballottaggio senza esclusione di colpi e per alcuni versi infantile e piena di “rosiconi” assortiti, l’unica analisi seria è quella che riguarda i candidati a sindaco. Da qui si doveva partire e qui si conclude. Ed ecco, di seguito, i ritratti.

Banner

Da una parte abbiamo un progetto nuovo, della Catanzaro colta, attenta sul serio a quello che accade, di quella giovane che ancora resiste e ci crede, ma soprattutto di quella realmente innamorata della città, che la conosce davvero e che non è disposta a votare sempre i soliti e poi a trascorrere cinque anni tristi lagnandosi in continuazione. È una città bella e giovane, quella proposta, rappresentata da un candidato a sindaco che sa anche sorridere e guarda lontano, verso l’innovazione, proponendo idee che portano al Futuro. Ma è soprattutto la Catanzaro che vota per crescere e non per interessi personali o di bottega. È l’outsider, come la tris del film “Febbre da Cavallo”. “Soldatino, King e D’Artagnan”, la scommessa vincente che può sorprendere tutti. Dei due candidati è stato l’unico a dichiarare i nomi di due degli assessori della sua futura giunta. Ed è stata subito una sorpresa gradita e – a queste latitudini – inaspettata: persone affermate e soprattutto competenti ed autorevoli in materia si potranno collocare in ruoli chiave come la Sanità e la Sicurezza. E se questo è l’inizio il seguito potrà essere ancora più importante. Una discontinuità netta rispetto al passato, in cui si è assistito a consiglieri diventati assessori tuttologi a suon di pacchetti di voti. Ma è una candidatura – in fondo – molto colorata, che porta colori in una città grigia ma che avrebbe l’opportunità di poter riprendere a sognare.

Banner

Dall’altra, in una posizione attualmente di vantaggio, abbiamo un candidato che, sia pur in possesso di una reputazione personale e professionale di assoluto rispetto, si affida in blocco a tutta la vecchia politica, immobile e che poco si è distinta in questi anni per migliorare la città e la sua immagine. Senza voler entrare nel merito e nei nomi, c’è da diffidare a vedere alcuni personaggi in Consiglio comunale o – più dietro le quinte – a sostegno del candidato a sindaco. È una proposta politica che sulla carta sa di vecchio, di odore di chiuso e di carte da parati ingiallite come quelle delle case di una volta, e che per questo può – in alcuni casi, sia chiaro -  convincere gli elettori poco interessati alla politica per la città ma più interessati a quello che la politica può offrire agli interessi personali. Anche se – va precisato – in questa città ormai c’è rimasto poco da spartire. E inoltre ci si chiede: al di là della buona volontà, determinati consiglieri sono studenti che possono essere bocciati all’esame di Diritto Privato, o consiglieri piuttosto volubili a cui il candidato sindaco non può far ripetere l’esame alla prossima sessione? Ed è anche quasi superfluo dire la battuta rivolta al driver che non vinceva mai, sempre in “Febbre da cavallo”: “’A Pascucci, hai fatto i capelli bianchi e avessi vinto ‘na vorta”. Se i componenti di maggioranza dell’Aula Rossa continueranno ad essere volubili, non si intravede una lunga durata di questa consiliatura, con la maggioranza che si è delineata dopo il primo turno.

Banner

Ora l’importante è votare e ci si augura un voto serio, pulito, senza condizionamenti e con il solo fine di far crescere finalmente questa città. Ma soprattutto un voto sereno. La parola, ora, spetta solo ai cittadini.

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner