La tripartizione di Giovino

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L'area di Giovino sarà suddivisa in tre comparti. La prima a vocazione commerciale, la seconda servizi e la terza, il "polmone verde" di Bellino sarà sottoposta ad un concorso internazionale di idee

  28 marzo 2019 08:42

 

di Gabriele Rubino

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Una larga fetta del futuro della città passa dalla scelta strategica che ricadrà sull'area di Giovino. L'ufficio Urbanistica da settimane aveva predisposto i documenti prima di passare palla alla politica. La proposta in cantiere dell'Amministrazione Abramo prevede sostanzialmente una tripartizione della zona, abbandonando così il Piano attuativo unitario che il Consiglio comunale aveva approvato nel lontano 2006.

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I TRE COMPARTI -   La delibera prima o poi dovrà transitare in Consiglio comunale. La decisione dell'assise  sarà anticipata da una fase di concertazione. La "variante di perimetrazione", così recita l'incipit del documento, prevede l'individuazione di tre ambiti. Il primo, il settore A, è quello più nord del mare. E' la fascia ricompresa fra la linea della ferrovia e la S.s.106 che in lungo si estende dalla futura rotatoria fino al passaggio del fiume Alli. Dai calcoli dei tecnici il segmento dovrebbe avere un'estensione di 61 ettari. Questa è la più grande novità rispetto al Piano attuativo licenziato dall'aula consiliare tredici anni fa. Infatti, la delibera specifica esplicitamente che questo frammento di comparto  . Il lembo è in G5, nel comparto complessivo G, appunto turistico. A far leva sulla decisione di scomputare il settore A, la presenza del centro commerciale Le Fontane che avrebbe aperto alla possibilità di attrarre insediamenti commerciali. Il settore B è compreso fra il confine del quartiere abitato di Giovino e il confine naturale dato dal torrente Castaci, al di sotto della ferrovia. E' notoriamente conosciuta come area Di Tocco, insistendo quasi in esclusiva la proprietà della nota ereditiera che negli ultimi anni si è vista bocciare delle proposte di lottizzazione dell'area dagli uffici comunali. Diatriba in cui a spuntarla è stato il Comune sia al Tar e sia al Consiglio di Stato. La delibera in grembo prevede per il comparto da 44 ettari (quindi più grande del centro abitato limitrofo da 23) la vocazione servizi. In buona sostanza si attende una nuova proposta di lottizzazione del privato a sfondo tutistico-alberghiero. Infine, c'è quello che viene definito il famoso "polmone verde". L'area di Bellino fra le foci del Castaci e dell'Alli da circa 134 ettari. Il settore C è una zona pressoché vergine per cui è in fase di lancio il concorso internazionale di idee.

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BANDO INTERNAZIONALE    Una manifestazione di interesse tesa ad individuare il progetto migliore per realizzare un'attrattività di primo piano in grado di portare turisti e creare posti di lavoro (a lungo è circolata l'idea di un acquapark). Il bando impone fra i requisiti della partecipazione l'esibizione del titolo di disponibilità delle aree interessate: o i proprietari o chi ottiene dagli stessi la rappresentanza a presentare un'offerta al Comune. Per come è stato imbastito il bando sembra intendere che il proponente debba ottenere il beneplacito di tutti i proprietari (quelli con gli appezzamenti più estesi sono sette). Una condizione che rischia di essere fin troppo preclusiva. Se alla scadenza del concorso internazionale di idee non arriverà nessuna proposta di pregio, allora dal Comune hanno già fatto intendere che la "riserva naturale" resterà intonsa e si chiederà ai progettisti che nel frattempo stanno redigendo il Psc (piano strutturale comunale) di declassare l'area. Infatti, nella partita di Giovino sono emerse le aspettative dei privati di poter pagare meno tasse se le nuove costruzioni vengono inibite. Il Prg vigente incardina le zone come edificabili a cui si associa il relativo prelievo fiscale, tuttavia invano poiché di fatto non è stato finora consentito di costruire. Senza spiragli di progetti i proprietari chiedono che i terreni siano tramutati ad agricoli per come di fatto sono utilizzati. E al di là di ogni immaginifica soluzione sul settore C, questa sembra l'ipotesi più probabile. Nella tripartizione non c'è alcuna modifica urbanistica che interessa la pineta di Giovino né, tanto meno, l'area delle Dune.  

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