"Definite di concerto con il Commissario ad Acta della Regione Calabria", ossia Roberto Occhiuto. E' una delle frasi chiave contenute nell'atto aziendale, il documento organizzativo per eccellenza, appena adottato ufficialmente dal dg dell'Annunziata di Cosenza De Salazar. Cosa è stato definito di concerto? La programmazione delle strutture di chirurgia ortopedica degli arti e colonna vertebrale, otorinolaringoiatria, cardioanestesia e cardiochirurgia. Sì, esattamente quella cardiochirurgia di nuova istituzione (con 14 posti letto) che ha suscitato numerose polemiche a Catanzaro, perché è di tutta evidenza che sarebbe sostituiva di quella della clinica Sant'Anna Hospital. Nel documento viene precisato, che i posti letto in questione faranno parte della programmazione regionale.
Ma c'è di più. Nella giornata di ieri il dipartimento regionale Salute e Welfare aveva diramato una nota in cui traspariva il favore per l'Annunziata rispetto che per la struttura privata catanzarese "privilegiare una struttura pubblica piuttosto che una privata". Principio, peraltro, condivisibile in astratto. Ma nella stessa comunicazione il dipartimento aveva precisato "che comunque non ha ancora preso alcuna decisione in merito". In realtà, dallo stesso atto aziendale dell'ospedale di Cosenza sembra la decisione sia stata presa eccome. Si legge testualmente: "Nel presente atto aziendale viene recepita la richiesta di integrazione pervenuta dal competente dipartimento regionale in ordine all’attivazione di n°14 posti letto di cardiochirurgia nelle more della modifica in atto del DCA n°78/2024". Poco spazio per l'interpretazione: la decisione sembra già assunta. Il decreto citato altro non è che la programmazione della rete ospedaliera. Per cardiochirurgia la torta non può essere allargata all'infinito (dovendosi rispettare dei parametri nazionali dimensionali) e allo stato sono 49 i posti letto dedicati: 14 alla Dulbecco di Catanzaro, 15 al Gom di Reggio Calabria e 20 al Sant'Anna Hospital. Non è possibile attivarne quattro, se una entra un'altra deve uscire. Per completezza, l'atto aziendale prevede che la cardiochirurgia sarà a direzione universitaria, da realizzarsi entro tre anni.
E il Sant'Anna? La clinica attende l'esito della decisione di merito del Consiglio di Stato sulla revoca dell'accreditamento, la cui udienza è fissata per il prossimo 26 marzo. Una pronuncia sfavorevole alla struttura farebbe incasellare tutti i pezzi del puzzle e, a quel punto, la cardiochirurgia a Cosenza sarebbe cosa fatta. Al contrario, la strada potrebbe complicarsi anche se appare evidente che la Regione punti e punterà sull'Annunziata.
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