Lamezia, l'ex segretario cittadino Sirianni: "Il PD sembra avere smarrito la bussola"

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images Lamezia, l'ex segretario cittadino Sirianni: "Il PD sembra avere smarrito la bussola"


  12 febbraio 2026 16:14

"Mentre Lamezia Terme attraversa uno dei momenti più bui della sua storia amministrativa, con una Giunta paralizzata, due assessori dimissionari mai sostituiti e un bilancio di previsione ancora fermo al palo, il Partito Democratico sembra aver smarrito la bussola. In questo scenario, il PD è prigioniero di una deriva politica senza precedenti, vittima di una gestione volta unicamente all'affermazione e all'autoconservazione del potere individuale.

èIl PD è nato come progetto riformista ambizioso.

Questa identità è stata svenduta per favorire carriere personali. Il PD in Calabria, dal livello regionale al cittadino, rappresentano la negazione di progetto per il quale è nato: la sconfitta elettorale cittadina e la terza consecutiva a livello regionale sono state archiviate con una superficialità sconcertante, come fossero semplici incidenti di percorso e non il segnale di un totale distacco dalla realtà.

Invece di un'analisi profonda, il gruppo dirigente, a tutti i livelli, ha preferito mandare avanti un sistematico piano di epurazione. La logica è chiara: "meno siamo, meglio stiamo". Si preferisce la desertificazione del partito, pur di garantire la sopravvivenza di un'oligarchia autoreferenziale che teme il confronto.

Lo spettacolo indecoroso di questi giorni svela una strategia precisa che mina le basi della democrazia interna: 

1) l'ostilità verso Doris Lo Moro: l'uscita dal partito della nostra candidata a Sindaco è stata accolta con un "sollievo" che è imbarazzante. 

È il compimento di un disegno partito a inizio consiliatura per isolarla, un’operazione condotta con metodica freddezza dai vertici locali con la complicità dei vertici regionali.

2) L'estromissione dalle commissioni consiliari e la richiesta di espulsione del consigliere Masi dal Partito Democratico è un atto di una gravità inaudita. IL capogruppo in consiglio comunale, fedelissimo del consigliere regionale Alecci, si è reso esecutore di un'epurazione basata sul nulla: Masi è reo soltanto di aver contestato politicamente la linea, o meglio, la mancanza di linea del segretario regionale, Nicola Irto.

È paradossale che l'espulsione venga richiesta da un segretario cittadino, Vittorio Paola, che in passato ha assunto comportamenti che avrebbero meritato lo stesso identico provvedimento, come da lui stesso ammesso.

Dobbiamo chiederci: cosa sarebbe successo se avessimo vinto a Lamezia? Saremmo finiti come a Vibo Valentia? Lì è ormai evidente l'esistenza di un "partito nel partito", dove gli esponenti della corrente di Alecci stanno politicamente facendo pressioni al Sindaco Pd, Enzo Romeo, anteponendo i propri equilibri di potere al bene della città.spero non 

Tutto questo accade con il silenzio assenso, frutto di un vuoto davvero preoccupante di direzione regionale. 

È proprio l'assenza di una guida del partito in Calabria a consentire, a livelli locali, degenerazione e trasformismi che travolgono non solo le regole democratiche ma anche l'etica ed il buon senso. 

Tutto ciò mentre la nostra città affonda.

Se non si avrà il coraggio di spezzare queste catene correntizie, i processi negativi in atto finiranno col distruggere definitivamente un patrimonio storico politico importante del partito democratico condannandolo all'irrilevanza territoriale, prima ancora che elettorale".)

Lo afferma, in una nota, Antonio Sirianni ex Segretario del PD di Lamezia Terme. 


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