Lamezia Terme, processo alle “Nuove leve”: un’assoluzione e due condanne

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Il tribunale di Lamezia Terme
  23 luglio 2019 19:20

LAMEZIA TERME - Processo alle "Nuove leve", dal nome dell'omonima operazione condotta nel febbraio del 2017 dalla polizia contra quella che veniva indicata nell'ordinanza la nuova generazione di presunti affiliati alle cosche cittadine, nello specifico alla cosca Giampà. Ritenuti colpevoli, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso e di numerose estorsioni ai danni di esercizi commerciali ed imprenditori di Lamezia, nonché di atti intimidatori consistiti nel posizionamento di bottiglie incendiarie nei pressi delle attività commerciali e di danneggiamenti con l'utilizzo di ordigni esplosivi.
Al Tribunale di Lamezia Terme si è svolta l'udienza con rito ordinario (presidente Maria Teresa Carè), che ha riguardato Vincenzo Bonaddio di 58 anni che è stato assolto dall’accusa di estorsione ai giostrai, accogliendo così la linea difensiva degli avvocati Antonio Larussa e Carmine Curatolo “sulla mancanza del riscontro delle chiamate accusatorie dei collaboratori di giustizia”. Il Pm aveva chiesto 12 anni di reclusione. Condannato a 12 anni per associazione mafiosa, invece, il 28enne Pasquale Mercuri difeso dagli avvocati Antonio Larussa e Sebastiano Pipicella. Mentre lo stesso Mercuri è stato assolto dall’estorsione ai danni di una macelleria e dall’attentato alla casa di Vincenzo Perri. Sette anni per associazione mafiosa a Francesco Morelli di 32 anni, difeso dall’avvocato Nicola Veneziano. In qusto processo si sono costituti parte civile, il Comune di Lamezia Terme, l’Associazione Antiracket e Vincenzo Perri come parte offesa. La parte del processo con rito abbreviato si era conclusa a settembre dello scorso anno con 12 condanne e due assoluzioni.

a.c.

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