Lamezia Terme, Vescio: "Il PD costruisce un'alternativa a un centrodestra fragile"

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  10 gennaio 2026 17:27

"Le vicende politiche che hanno interessato Lamezia Terme, negli ultimi giorni meritano una riflessione seria e approfondita, che vada oltre la contingenza e guardi alla qualità della vita democratica e amministrativa della comunità che rappresentiamo.

È ormai sotto gli occhi di tutti come l’attuale maggioranza di centrodestra guidata dal Sindaco Murone attraversi una fase di profonda instabilità politica e amministrativa.

Una fragilità strutturale, non episodica, che non nasce per caso ma che è il risultato evidente di un’alleanza costruita unicamente per vincere le elezioni, senza una reale condivisione di valori, metodi e soprattutto di una visione chiara e credibile per il futuro della città.

Quando forze politiche profondamente diverse si tengono insieme solo dal collante del potere, senza un progetto comune, il risultato è quello che oggi Lamezia Terme sta vivendo: una maggioranza divisa, conflittuale, incapace di assumere decisioni strategiche e di governare con stabilità.

Un’amministrazione che procede a vista, paralizzata da tensioni interne, che fatica a dare risposte concrete.

In questo contesto si moltiplicano discussioni e tensioni che sembrano ruotare esclusivamente attorno agli equilibri di potere, agli incarichi, alle cosiddette “poltrone”, piuttosto che attorno a un’idea di sviluppo, di lavoro e di futuro per Lamezia. Cambi, scambi, trattative “opache”: dinamiche che mortificano la politica e ne tradiscono il senso più alto, minando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Non possiamo inoltre ignorare come, in questo clima già compromesso, alcune affermazioni e riflessioni emerse nel dibattito pubblico abbiano generato un diffuso senso di amarezza e di smarrimento nella città.

Una città che si chiede se può essere salvata. Una città che si chiede se chi oggi governa abbia davvero a cuore il suo futuro. Una città che si interroga se sia finalmente arrivato il momento di sbocciare o se, al contrario, sia condannata a restare prigioniera delle scelte sbagliate del passato.

Credo fermamente che Lamezia Terme meriti molto di più, una visione nuova e soprattutto ambiziosa, capace di valorizzarne il ruolo strategico nel cuore della Calabria e di rispondere concretamente alle esigenze della comunità.

Una visione che oggi manca totalmente all’attuale maggioranza di centrodestra. Una visione che metta al centro il lavoro, le politiche sociali, la tutela del territorio e una crescita fondata su investimenti seri, programmati e sostenibili.

La nostra città dispone di risorse straordinarie: un’agricoltura di qualità, un tessuto produttivo e commerciale vivo, una posizione logistica strategica grazie all’aeroporto e al nodo ferroviaria. C’è urgenza di lavorare sulle politiche attive per l’occupazione, il sostegno alle imprese, la formazione dei giovani e un welfare di comunità capace di non lasciare indietro nessuno.

Di fronte alle grandi sfide che attendono il nostro territorio, è doveroso interrogarsi su quali progetti PNRR questa amministrazione riuscirà concretamente a portare a compimento entro marzo.
La tutela dell’ambiente e la rigenerazione urbana non devono restare enunciazioni di principi, ma devono diventare l’ossatura di una visione di sviluppo autentica.

In questa visione non può essere eluso il tema dell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, infrastruttura strategica non solo per la città ma per l’intera Calabria. Il Sindaco e la maggioranza hanno il dovere di dimostrare, con atti concreti e non con dichiarazioni di circostanza, di voler difendere e rafforzare il ruolo dello scalo lametino, inserito dal DPR n. 201 del 2015 tra i dodici aeroporti strategici nazionali. Un ruolo che, di fatto, la Regione Calabria non sembra oggi tutelare adeguatamente, manifestando invece una visione sbilanciata verso lo sviluppo dello scalo di Reggio Calabria e del relativo nodo ferroviario di rilevanza strategica. Su una questione così centrale per il futuro economico, turistico e occupazionale del territorio, il silenzio o l’ambiguità non sono più accettabili".

 

Così Lidia Vescio del PD. 


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