L'Anpi racconta le storie dei "Bambini proibiti":

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ANPI 18 07
  15 luglio 2019 15:14

Pesentazione libro “Bambini proibiti”,  storie di famiglie italiane in Svizzera tra clandestinità e separazione di Marina Frigerio. Il libro con la presenza dell’autrice verrà presentato giovedì 18 luglio alle ore 18.30 alla libreria Ubik di Catanzaro. Questo appuntamento è il primo della 5a Edizione della rassegna “L’Anpi d’estate” che continuerà con altre iniziative sino alla fine del mese di agosto. Un agomento attuale del quale anche in passato si sentivano frasi offensive e intolleranti nei confronti dei migranti. “Stanno diventando troppi, questa gente ci ruba il lavoro e poi soprattutto i meridionali sono sporchi", e via continuando una sequela interminabile di affermazioni razziste. Non erano contro i neri e gli africani, ma per gli italiani, tantissimi del sud Italia emigrati in Svizzera. Per cacciarli si è arrivati ad indire un referendum nel 1970. Una storia drammatica che contiene al suo interno un’altra storia triste e tragica. I nostri lavoratori oltre alla sofferenza di allontanarsi dalla propria terra hanno dovuto subire il divieto di portare i figli con loro.
Le leggi svizzere impedivano i ricongiungimenti familiari se non a certe complicate condizioni. Di queste storie, poco conosciute e colpevolmente dimenticate, si è occupata Marina Frigerio col suo libro “Bambini proibiti” – Storie di famiglie italiane in Svizzera tra clandestinità e separazione - che nella presentazione dice:”
In questo libro, aperto da una dedica di Gianmaria Testa e con la prefazione appassionata di don Luigi Ciotti, si ripercorre la storia degli stagionali italiani e delle loro famiglie nella Svizzera tra gli anni Cinquanta e Novanta del ventesimo secolo, quando lo statuto dello stagionale impediva ai genitori di tenere con sé i propri figli e induceva molta gente a nascondere letteralmente i bambini nell'armadio o farli crescere in collegio. Nasce così un affresco di un'epoca di dolore, lotta e solidarietà che speriamo ispirerà sentimenti di accoglienza e rispetto verso chi arriva oggi in Italia in cerca di salvezza e fortuna.” 

 

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