L'Associazione “Acquamarina” ha piantumato tre nuovi alberi nella sede del Centro Calabrese di Solidarietà

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images L'Associazione “Acquamarina” ha piantumato tre nuovi alberi nella sede del Centro Calabrese di Solidarietà
Nella foto il presidente del CSV Cuomo e Licia Aquino di Acquamarina
  13 febbraio 2020 13:27

Non hanno avuto dubbi i volontari dell’associazione “Acquamarina” sulla scelta del luogo in cui piantumare gli alberi avuti in dono dal CSV di Catanzaro. Lo spazio immerso nel verde che circonda la sede della comunità del Centro Calabrese di Solidarietà è sembrato il più adatto a far crescere tre nuovi ceppi che abbisognano di attenzioni e cure amorevoli. Proprio come le persone che si trovano in comunità per problemi di tossicodipendenza, e che non nascondono il loro bisogno di amore infinito: “Abbiamo scelto il Centro Calabrese di Solidarietà perché rappresenta una realtà da valorizzare ed abbracciare – ha infatti spiegato Licia Aquino, presidente di “Acquamarina” con un passato da volontaria al Centro Calabrese di Solidarietà alle spalle, nel corso dell’incontro avuto mercoledì mattina con i ragazzi e gli operatori del Centro, prima del rito della piantumazione – Piantare un albero è come buttare un seme e far crescere la voglia di riscattarsi. La stessa voglia di riscatto che deve accompagnare il vostro percorso senza pregiudizi”.

A darle man forte il presidente del CSV di Catanzaro, Luigi Cuomo, che si è soffermato sul significato simbolico della Festa degli Alberi, che il CSV ha avuto modo, a partire dal mese di novembre, di promuovere in momenti celebrativi diversi nelle scuole, ed in collaborazione con le stesse associazioni.  

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Accompagnati da Veronica Muraca e Stefano Valente, in rappresentanza del Centro Calabrese di Solidarietà, i ragazzi hanno provveduto con estrema delicatezza a piantare il primo albero, un sorbo, nella buca precedentemente scavata: per Angelo, che ha interrato la radice con la vanga ed innaffiato la buca, l’essere stato “scelto” per il rito ha rappresentato un onore. Ma anche gli altri hanno espresso la gioia di essere partecipi di un’esperienza che sicuramente si porteranno dietro, quando usciranno dalla comunità. Nella crescita di un albero hanno rivisto, infatti, il loro percorso, che necessita di attenzioni continue, e che è stato ben riassunto dalle parole di Stefania, una dei ragazzi della comunità: “Se una pianta non si innaffia ogni giorno muore, un po’ come succede con l’amore”.

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