Lavori stadio Ceravolo, il braccio di ferro con la ditta e la possibile nuova mappa con l'Ascoli

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  16 ottobre 2026 21:42

Mentre l’attenzione di tifosi e non è concentrata sul complicato avvio di stagione dell’US Catanzaro 1929, c’è un altro tarlo che continua ad accompagnare le giornate del popolo giallorosso: l’“avanzamento” dei lavori allo stadio Nicola Ceravolo. Le virgolette sono d’obbligo, perché tra annunci, aspettative e tempi effettivi del cantiere, la distanza continua a essere significativa.

In vista della prossima partita contro l’Ascoli, con l’incognita legata anche all’eventuale cambio di allenatore sulla panchina bianconera, erano attese novità importanti sul fronte della disponibilità degli spalti. Qualcosa dovrebbe effettivamente cambiare, ma non nella misura che molti auspicavano. Fermo restando che a decidere sarà la Commissione sui pubblici spettacoli. 

Finora l’assetto dello stadio ha previsto la Curva Est e i Distinti per i sostenitori giallorossi, mentre ai tifosi ospiti è stato riservato uno spicchio della Tribuna Ovest. Dalla prossima gara, salvo ulteriori variazioni, lo scenario potrebbe essere diverso: i Distinti resterebbero a disposizione dei padroni di casa, mentre la Tribuna Ovest e la Tribuna Centrale, entrambe scoperte, potrebbero essere utilizzate dai tifosi del Catanzaro. La Curva Est, invece, verrebbe destinata ai sostenitori ospiti.

Una redistribuzione degli spazi che rappresenterebbe una novità concreta, ma che non può essere confusa con una soluzione definitiva dei problemi legati all’impianto. Il quadro, infatti, è ancora condizionato dall’andamento del cantiere e da un avanzamento dei lavori che continua a procedere con una lentezza difficile da ignorare.

Da alcune settimane, del resto, si è fatta strada la consapevolezza che l’appalto principale, distinto da quello relativo alla Tribuna Centrale, stia attraversando una fase complicata nei rapporti tra l’amministrazione comunale e l’impresa esecutrice. Una situazione che, al di là delle ragioni delle parti e delle dinamiche contrattuali, contribuisce ad alimentare interrogativi sui tempi necessari per arrivare al completamento degli interventi.

Il problema, purtroppo, non riguarda soltanto Catanzaro. In Italia, i lavori pubblici sono spesso accompagnati da cronoprogrammi che, alla prova dei fatti, finiscono per allungarsi rispetto alle scadenze inizialmente annunciate. Tra imprevisti tecnici, procedure amministrative, varianti e difficoltà nei rapporti contrattuali, il passaggio dalla programmazione alla realizzazione può rivelarsi più complicato del previsto.

La stagione del Catanzaro è già abbastanza complicata sul terreno di gioco. Fuori dal campo, almeno, i tifosi meriterebbero certezze maggiori. Perché una cosa è convivere con le difficoltà fisiologiche di un cantiere, un’altra è non sapere quando e in che misura si potrà tornare a vivere lo stadio nella sua piena funzionalità.